Oltre 1000 eventi fra cui scegliere, non tutti “imperdibili”, anche per una questione di interessi. Sei un architetto, un designer o lavori nel settore? Il tuo fuori salone sarà diverso da quello di chi invece ci va solo per divertirsi (o a vedere altro). Un articolo da leggere, prima di mettersi in coda per errore nel posto sbagliato.
Salone del Mobile, FuoriSalone e Milano Design Week sembrano sinonimi, ma non lo sono affatto. Il Salone del Mobile nato nel 1961 per promuovere le esportazioni italiane dell’industria dell’arredo e dei suoi complementi, si svolge in fiera ed è la manifestazione internazionale punto di riferimento per il settore dell’arredo e del design, per i professionisti. Il fuori salone è tutto quello succede al di fuori della fiera, per le vie della città, è un insieme multiforme di iniziative e dal 2003 è un marchio registrato e un sito, Fuorisalone.it , che riunisce tutti questi eventi e li promuove, grazie ad una agenzia di comunicazione chiamata Studiolabo. La Milano Design Week è un marchio del Comune di Milano e per usarlo e per fare parte del palinsesto “ufficiale” serve partecipare ad un bando. La “design week” milanese, comunque la si chiami è un patrimonio collettivo che ha generato un indotto stimato di circa 278 milioni di euro e 320.000 visitatori (nel 2025).
Solo il Fuorisalone 2025 ha proposto un palinsesto di oltre 1.000 eventi (1.066 per la precisione, segnalati nella guida ufficiale). Il 2026 si preannuncia non da meno e quando nel 2003 l’idea di riunire in un’unica piattaforma la programmazione off del Salone del Mobile probabilmente nessuno avrebbe scommesso su un tale successo. Vent’anni dopo si può dire che la Milano Design Week è nata grazie ad una prolifica emorragia di eventi dalla fiera alla città. Oggi ci vogliono essere tutti, è un rito milanese andarci, è mandatory per le aziende, e non solo di quelle del design e dell’arredo. È una grande festa popolare che nessuno vuole perdere.
Il risultato? Letteralmente 1.066 eventi, e diventa difficile scegliere. In una foto o in un reel sembra tutto bellissimo, immersivo, instagrammabile, interessante ma a volte ben poco “di design”, se non l’installazione realizzata per l’occasione.
Design/arredo o installazione?
In fiera e nei loro showroom del centro, i brand italiani e non solo dell’arredo e dell’universo del progetto (dalle superfici alle carte da parati, dai materiali tecnici alle illuminazioni o elettrodomestici) mostrano le proprie novità di prodotto, collaborazioni con designer, materiali. C’è chi riedita un archivio storico, chi ha lanciato un nuovo modello, chi si presenta per la prima volta sul palcoscenico milanese. Designer emergenti e piccoli brand si riuniscono in spazi collettivi come Alcova o Palazzo Litta, il Politecnico, lo IED e le altre scuole presentano i loro talenti. È la Milano Design Week di chi lavora nel mondo del design, fa il produttore, il rivenditore, l’architetto, il talent scout. Ed è il motivo per cui Milano brulica di buyer, giornalisti, imprenditori, da tutto il mondo. Famosi o wannabe tali, tutti qui per lavoro. E poi c’è tutto il resto.
Non c’è categoria merceologica che al fuori salone non decida di fare qualcosa. Che tu faccia betoniere, zuppe per cani o struccanti per labbra (e per evitare di menzionare e offendere qualcuno per sbaglio è stata dura, speriamo di non averlo fatto) ci sei anche tu, con la tua installazione “di design”, fatta per la gioia – vera – dei milanesi che di vedere divani, poltrone o antine all’ultima moda ovviamente non hanno alcuna voglia, ma di far parte del grande evento, sì. Ed è spesso lì nascono progetti faraonici, che colorano la città e dove si formano le code più assurde, per vedere, fotografarsi, accaparrarsi un regalino. Sono due pubblici distinti, aziende con obiettivi distinti, progetti distinti. Mettersi in fila e scoprire per errore di essersi ritrovati in quella sbagliata però è più facile del previsto.
I primi tour organizzati e salta-fila
Districarsi non è facile, tanto che sono nati anche i primi tour guidati “saltafila” curati sulle esigenze di ognuno da The Maptique, agenzia creativa specializzata in esperienze di viaggio tailor made. Tre visite guidate a piedi, curate in collaborazione con Barbati Bertolissi, e 3 itinerari di 3 ore portano a scoprre una selezione curata delle installazioni più emozionanti della città, grazie ad una guida esperta con cui incontrare gli addetti ai lavori, ottenere informazioni più approfondite su ogni progetto e godersi l’accesso prioritario. Il tutto a 150€, in inglese, e per massimo 8 partecipanti a tour. Fra le loro scelte il Quartiere di Porta Venezia, distretto clou di questa design week 2026, e indirizzi come Nilufar, Artemest, Redduo Galleria o Casaornella – alcuni di questi indirizzi li abbiamo selezionati anche noi. E anche noi abbiamo fatto la nostra guida “curata” al fuori salone. Non poteva essere però una sola o parte dei lettori ne sarebbe rimasto deluso.
Le nostre 4 guide
Quindi ne abbiamo fatte quattro: la guida alla Milano Design Week per chi ama il design, scritta dalla nostra Interior & DesignEditor, Veronica Orsi, e una guida al Fuorisalone per chi vuole vedere cose interessanti – anche se con l’arredo, il design etc hanno poco a che vedere – scritta dal nostro Fashion & Jewelry Editor, Nicolò Milella, una dedicata agli appuntamenti beauty della Beauty & Well-Being Editor, Mariangela Rossi, e una con le installazioni più suggestive.