A 20 chilometri da Cagliari si viene immersi tra le vigne di un paesaggio collinare. Lontani dal turismo di massa e più vicini alla Sardegna autentica, Cantina Argiolas ha dato vita a un progetto di ospitalità che celebra la sua storia e le tradizioni locali.

Ci si lascia alle spalle Cagliari con la sua vivacità urbana e la frenesia tipica delle mete turistiche affacciate sul mare. Addentrandosi nell’entroterra per circa 20 chilometri, l’atmosfera cambia radicalmente e si inizia ad assaporare la Sardegna più autentica, quella rurale, naturale, silenziosa. Il borgo di Serdiana ne offre uno spaccato perfetto: meno di tremila abitanti, i tratti di una comunità rurale dove tutti si conoscono, un centro storico fatto di viuzze e cortili, tutto attorno una cornice agricola, distese di viti e ampi campi punteggiati da casali e antiche case coloniche. C’è tutto l’immaginario sardo, compresa la calda accoglienza e la familiare ospitalità delle attività locali che offrono le rinomate “pardulas” (tortine ripiene di ricotta) o un assaggio del famoso Cannonau, il vino sardo per antonomasia. Basta uscire un poco dalla metropoli cagliaritana per essere catapultati in uno scenario bucolico in cui il tempo rallenta e lo spazio si dilata a favore di una palette di verdi e marroni, ma anche di una ritrovata quiete, di una connessione con la natura e con i sapori della terra. 

Cannonau, Vermentino, Nuragus…

Non è un caso che Serdiana ospiti diverse cantine vinicole – specializzate in vini pregiati come il nuragus, il vermentino, la malvasia, il monica, oltre al già citato cannonau. Tra queste Argiolas, storica etichetta (rinomata in particolare per il Turriga) che ha sede proprio nel centro del piccolo borgo. Guidata oggi dalla terza generazione, Cantina Argiolas ha aperto il suo primo hotel di charme proprio nell’edificio antistante la cantina, in quella che era la casa del fondatore, Antonio Argiolas. “Casa di nonno” – nel nome, un esplicito omaggio al fondatore – rappresenta dunque la naturale estensione del profondo legame che la famiglia Argiolas ha con il territorio. Gli spazi sono eleganti ma informali, l’atmosfera familiare e intima, i dettagli riprendono la tradizione in chiave contemporanea. Nelle cinque camere arredi di design si alternano a pezzi recuperati dalla casa di famiglia, così l’edificio (frutto di una ristrutturazione conservativa dello studio Aranxiu Architetti Associati) ha mantenuto il carattere dell’originale architettura campidanese, con la tipica corte centrale, il pergolato e la terrazza che affaccia sulla cantina. Al posto dell’antico frantoio, c’è oggi il ristorante Domu, che mantiene un’idea di tradizione nel menù quanto nell’arredo – caratterizzato dalle iconiche sedie di Chiavari, tavoli in legno su misura e divani Chesterfield.

A contatto con la natura

Soggiornare da Cantina Argiolas permette di entrare in diretto contatto non solo con la storia della famiglia e della sua tradizione vinicola (si può visitare la cantina, partecipare a degustazioni, esplorare i vigneti o fare un pic-nic fra le vigne) ma più in generale con la cultura del luogo: tra le esperienze organizzate, ad esempio, c’è la visita alla reggia nuragica di Barumini (Patrimonio UNESCO) e l’altipiano della Giara, famoso per i suoi cavallini selvatici; la città romana di Nora con i suoi siti archeologici, o San Sperate, il piccolo paese conosciuto per essere un museo a cielo aperto per via dei suoi coloratissimi murales; fino al trekking sulla Sella del Diavolo, il promontorio incastonato fra la città di Cagliari e la spiaggia del Poetto. Poco lontano, le zone lagunari ospitano fenicotteri rosa e numerose specie migratorie, arricchendo l’esperienza di viaggio con una cornice naturale che si fonde con la macchia mediterranea.

L’articolo è stato scritto in seguito ad un viaggio stampa organizzato dall’hotel a luglio 2025.