Davanti ad una bottiglia importante, si crede di dover attendere una cena per un’occasione speciale. Tabù superato: i grandi rossi vogliono essere degustati anche da soli, in una fredda serata d’inverno, prestandogli attenzione. Non abbiate paura di stappare, per celebrare il momento.

Ci sono vini che stappiamo sempre meno, i rossi in generale, lo dicono le statistiche. Ma anche senza scomodare dei dati di mercato, tutti abbiamo in cantina delle bottiglie da anni, che stiamo ancora aspettando di aprire. L’occasione di celebrare un certo tipo di vino si è fatta sempre più sfuggente, mentre aprire bianchi e bollicine imperversano dall’aperitivo alla cena, in ogni stagione. Che peccato.
Abbiamo relegato le bottiglie più “importanti” a occasioni solenni: un anniversario, un traguardo, un invito formale. Eppure, in questa incessante rincorsa perdiamo di vista il momento più prezioso di tutti: il piacere di fermarci a degustare, per il solo gusto di farlo.

Una nuova definizione: casual tasting

È qui che entra in gioco il vino da meditazione. Tradizionalmente, questo appellativo è riservato a vini “importanti”, strutturati, spesso liquorosi o anche passiti e dolci, perfetti da sorseggiare in solitudine dopo pasto, senza abbinamenti complessi. Ma il vero atto di meditazione è – lo zen insegna – semplicemente dedicare tempo e attenzione.  E quale occasione migliore per questa pausa consapevole se non un pomeriggio in relax soli o in compagnia di amici, di un buon libro o della serie TV appena iniziata?

Così come il casual dining è ormai il trend più diffuso nella ristorazione, vorremmo tanto che anche il casual tasting a casa diventasse un nuovo modo di degustare. Aprire la propria bottiglia in un giorno qualunque (è vero, più probabile nel weekend) nel comfort della propria casa, magari se siete fortunati davanti al camino, condividendola con persone che in qualche modo stimiamo, è un atto di profondo affetto per sé stessi e gli altri… e pazienza se l’abbinamento non è da chef stellati, basterà qualche grissino, due fette di salame, del formaggio e la magia sarà uguale. Forse meglio. 

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Lanciamo il casual tasting e vorremmo che diventasse un nuovo modo di degustare: aprire una bella bottiglia in un week-end qualunque nel comfort della propria casa. Non avete più scuse, non abbiate paura di celebrate il momento. Siate audaci, siate intenzionali. La vita è troppo breve per lasciare che i vini migliori invecchino in solitudine.

L’attesa è finita, degustate in pace 

Tutti abbiamo quella bottiglia. Magari in formato Magnum, ricevuta in regalo per la laurea, il matrimonio, a Natale, o acquistata anni fa in quella cantina in Toscana dove siete stati, e ora staziona in cantina soggetta a venerazione quasi sacra. La si guarda e si prova piacere al solo pensiero che il giorno giusto per aprirla arriverà. Ma davvero, chi ci impedisce di aprirla subito?

Qualcuno dice che l’attesa è senza dubbio è essa stessa una forma di piacere, è vero, ma può anche trasformarsi in un timore reverenziale quasi patologico, che rischia di farci perdere il momento ottimale di degustazione. A meno che non si tratti di un “infanticidio” enologico, ossia il peccato di aprire una bottiglia prima degli anni minimi di affinamento consigliati, l’unica barriera è quella che ci poniamo noi stessi.
E poi ormai, diciamolo, il cambiamento climatico, negli ultimi anni, ha reso più “pronti” vini che tradizionalmente in passato necessitavano molto tempo di riposo.

Ebbene, il momento è arrivato. Non avete più scuse, non abbiate paura di fare qualcosa di “pazzo” oggi, uscite dalla vostra comfort zone e stappate quella bottiglia. Celebrate il momento che state vivendo, perché i momenti più belli e preziosi non si pianificano, si onorano, con consapevolezza.

Ridefinire il rosso da meditazione

Il mercato dei grandi rossi sta attraversando una fase di ridefinizione, a conseguenza del fatto che è cambiato il modo in cui mangiamo a pasto. L’offerta si è fatta più complessa, le portate si sono ridotte, l’abbinamento classico tra carne rossa e vino di struttura è diventato meno richiesto, spesso sostituito da proposte più agili. Questo è il momento ideale per ribaltare la prospettiva: non più cosa abbino a questo piatto, ma celebrare la bottiglia stessa nel suo contesto ideale: la calma, dedicandole quindi il tempo che merita, apprezzandone l’evoluzione minuto per minuto.
I vini rossi da meditazione che vogliamo prendere in considerazione quindi sono questi:
• Hanno una storia da raccontare: rossi di annate importanti o da terroir che raccontano una narrazione di cura e tempo
• Offrono complessità e necessitano di tempo per degustarli: un naso che evolve lentamente nel bicchiere e un sorso che richiede attenzione, a più riprese.
• Invitano al confronto: vini che si possono degustare per ore, invitando a due (o più) chiacchiere.

7 vini da stappare

Se non avete ancora una bottiglia da “liberare”, questo è il momento di acquistarne una con questa intenzione. Non solo i classici Barolo, Brunello o Amarone con qualche anno sulle spalle, ma divertitevi a scovare anche un Pinot Nero delle Alpi, o qualche rosso del Sud Italia, affinato in modo impeccabile. Non aspettate l’occasione, fate diventare il vino stesso l’occasione.

Ecco 7 etichette che abbiamo selezionato, diverse per provenienza e carattere, che meritano di essere celebrate fuori dagli schemi.

Grandi vini rossi: il momento giusto per stapparli è adesso, per renderli protagonisti e non un semplice abbinamento

“Uno dei vini che ha rivoluzionato lo stile dei vini italiani” che non può mancare in cantina. L’annata 2023 è disponibile sul sito online di Mazzei 1435 registrandosi al Wine Club oppure recandovi alla cantina di Castellina in Chianti, o nel loro wine resort Castello di Fonterutoli. Qui potrete degustarlo davanti al camino di una delle suite o al wine bar “Società Orchestrale”. Sarà un’esperienza di rara eleganza.

Grandi vini rossi: il momento giusto per stapparli è adesso, per renderli protagonisti e non un semplice abbinamento

Nel cuore della Maremma c’è una wine farm dove vitigni, campi di grani antichi e un allevamento di vacche maremmane coestistono in un ecosistema ricco di biodiversità. In questo vino un ideale blend di Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e Syrah, diventano la massima espressione di queste terre con profumi arditi di frutti neri, spezie e vegetazione.

Grandi vini rossi: il momento giusto per stapparli è adesso, per renderli protagonisti e non un semplice abbinamento

A volte non servono grandi nomi (e grandi spese) per degustare un ottimo vino, il segreto sta nell’andare a scoprire delle piccole cantine di eccellenza dello stesso territorio. In caso vogliate un buon Barolo, vi rendiamo le cose più facili consigliandovi questo prodotto a La Morra da Crissante Alessandria, con un rapporto qualità prezzo che farete fatica a ritrovare

Grandi vini rossi: il momento giusto per stapparli è adesso, per renderli protagonisti e non un semplice abbinamento

In Alto Piemonte, nelle colline orientali a ridosso di Biella, la viticoltura ha origini sorprendentemente antiche, risalenti al 1200. Dopo un secolo di oblio dovuto allo sviluppo dell’industria tessile, questa tradizione è stata riscoperta come nuova risorsa territoriale. Il Castello di Montecavallo è il custode di questa eredità: il suo vino più emblematico, Aralcader, è un Nebbiolo da invecchiamento che nasce dai vigneti storici e incarna l’eleganza autentica del terroir biellese.

Grandi vini rossi: il momento giusto per stapparli è adesso, per renderli protagonisti e non un semplice abbinamento

Il Pinot Nero è l’ideale per chi predilige l’eleganza sottile alla potenza. La cantina Grosjean, in Valle d’Aosta, coltiva questa uva da oltre 50 anni in vigneti dalle forti pendenze. Il loro Les Frères 2022 è l’emblema di questa dedizione, e non a caso ha ricevuto quest’anno, un prestigioso riconoscimento in Alto Adige, il territorio simbolo del Pinot Nero italiano. Questo vino è l’essenza della raffinatezza alpina: regala un sorso intenso e austero ma dalla rara finezza con note speziate e sentori di frutti di bosco.

Grandi vini rossi: il momento giusto per stapparli è adesso, per renderli protagonisti e non un semplice abbinamento

La Corvina è un uvaggio autoctono veronese, che viene tipicamente usata nei blend per creare l’Amarone, ma in questo caso è imbottigliata in purezza. Perfetta per castagne e caciotta, ma anche in abbinamento ad antipasti, provatela anche con qualche appetizer a base di pesce, come un carpaccio di tonno o pesce spada affumicato, per un’esperienza originale.

Grandi vini rossi: il momento giusto per stapparli è adesso, per renderli protagonisti e non un semplice abbinamento

Scendiamo a Sud, sulle pendici dell’Etna, dove il clima vulcanico regala vini unici. In particolare questo Etna Rosso di Donnafugata è l’espressione perfetta di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio. Elegante, etereo, con sentori di piccoli frutti rossi, tabacco e mineralità affumicata: un rosso che racconta il vulcano sorso dopo sorso e invita all’esplorazione e alla calma.