L’Africa ci affascina, sempre di più, ma la curiosità rischia di tradursi in una forma di nuovo colonialismo. Laba Laba propone una nuova idea di lusso, radicato nella natura selvaggia e nell’arte africana contemporanea. Per sentire il respiro della Terra.
C’è una pianura infinita al centro dell’Africa, un posto dell’anima fatto di polvere e tramonti lentissimi, dove il Sole non è soltanto l’astro attorno a cui gira il nostro pianeta ma l’emblema dell’energia di questo luogo. Una distesa dove il cerchio della vita si riflette in ogni forma, dove la natura è sovrana e l’uomo rimane un granello di sabbia, un osservatore tenuto al silenzio.
È in questa pianura, il Serengeti, sotto la presenza del Kilimanjaro, la montagna più alta del continente, che un nuovo modo di intendere il turismo emerge dalle ceneri del colonialismo. Un approccio rispettoso e onesto, in cui spesso sono gli uomini a diventare spettacolo per gli animali, lasciati liberi e protetti di vivere nel loro habitat. “Take nothing but pictures, leave nothing but your footprints”: porta con te solo fotografie, non lasciare nulla che non sia la tua impronta, ripetono le guide, capaci di riconoscere e raccontare la bellezza di questa piana infinita dove i Masai, antica popolazione tribale, vivono da sempre.
Storicamente, il Serengeti ha conosciuto un equilibrio fragile tra popolazioni locali, fauna e sfruttamento esterno. Le migrazioni millenarie degli animali, il rapporto tra i Masai e il territorio, le trasformazioni introdotte dalla colonizzazione e poi dalle politiche di conservazione hanno plasmato un ecosistema complesso, che oggi si tenta di custodire attraverso un turismo più consapevole e radicato nel rispetto del luogo.
Un viaggio consapevole
Questo nuovo modo di viaggiare si integra con il territorio attraverso camping orientati al benessere dei visitatori e, allo stesso tempo, degli animali, parte essenziale dell’esperienza. Ed è qui, nel nord del Serengeti, dove i tramonti rimandano ai grandi classici del cinema – dal Re Leone a La mia Africa – che Xavier Marie e sua moglie Juliet hanno scelto di riportare la loro vita e diventare ambasciatori di un nuovo immaginario con Laba Laba Travel, un marchio che riunisce splendide lodge: glamping arredati con gusto, spesso arricchiti da opere di designer e artisti locali. Un modo per restituire la bellezza di questo territorio attraverso viaggi organizzati con cura.
Xavier e Julie: quando il bush guarisce
Xavier Marie è nato in Algeria e ha vissuto in Senegal, e la sua relazione con l’Africa è sempre stata viscerale. “Non mi sono mai completamente adattato alla vita europea” racconta. Trentacinque anni fa, nel nord del Serengeti non c’era nessuno, solo un campo. Oggi sono 100.
Xavier ha sviluppato negli anni una conoscenza profonda di questi territori, poi nel 2019 l’acquisto di alcuni lodge. Tre mesi dopo arriva la Covid. “Il mio primo vero contatto con l’industria è stata la pandemia. È stato devastante.” Il peso dell’incertezza lo manda in burnt-out ma il bush, l’energia speciale di quel luogo, lo guarisce, racconta Xavier. “Ho cambiato prospettiva”. Da voler vendere tutto la decisione di investire in Tanzania e in Africa. Nel 2022 Xavier e Julie tornano così al progetto iniziale: rinnovare tutti i lodge, da soli, in un solo anno.
Per avere successo e finanziare i progetti, Xavier e Julie decidono di espandersi anche nel nord, lanciando, per primo, un migration camp: un campo mobile che segue la migrazione degli animali. Il campo si muove tre volte al mese con dieci camion. “È incredibile – pieghiamo tutto e ci spostiamo.”
Laba Laba: la farfalla che rigenera l’ambiente
La compagnia si chiamava Selous Safari Company, ma i due lo sentono troppo classico, ancorato alla visione passata di questo genere di esperienze. Dopo una lunga discussione decidono: Laba Laba. In swahili significa farfalla. “La farfalla è l’insetto che è il miglior marcatore della biodiversità. Se vedi farfalle, sai che l’ambiente è molto puro. Per questo abbiamo sempre meno farfalle nel mondo.”
Il nome ha anche un significato simbolico per il loro progetto, di rinascita e cambiamento. E poi c’è un’ambizione più grande: “Se un giorno avremo successo, forse avremo lodge in Indonesia o in posti lontani che nessuno conosce. Possiamo andare ovunque.” Inoltre, “laba laba” è facile da pronunciare per tutti, europei e non.
A Grumeti, località ancora poco esplorata a ovest del Kilimanjaro, Laba Laba ha deciso di insediarsi con una struttura dedicata all’arte e al design del continente, per andare oltre la sua funzione decorativa e onorare e riflettere la ricchezza delle culture locali, creando un dialogo tra il visitatore e il patrimonio africano. Dalla grande terrazza panoramica, la natura si estende a perdita d’occhio. La savana qui è più calma, un luogo dove osservare leoni, zebre, gnu e giraffe muoversi in lontananza.
L’esperienza si estende anche nella località di Seronera, dove Laba Laba ha costruito la sua lodge più rappresentativa, la Out of Africa, ispirata proprio al celebre film con Meryl Streep e Robert Redford. L’atmosfera qui è vintage, le tende invitano a un’esperienza più autentica, immersa nella natura. Nessuna terrazza a separare dal parco naturale: solo l’aria tiepida della pianura e i suoni dei suoi abitanti, dal trillare degli uccelli colorati al ruggito deciso dei branchi di leoni, qui perfettamente integrati, ricchi di criniere, zanne e cuccioli. In un equilibrio perfetto con la natura.
A Laba Laba, opere di artisti e designer locali, come Jomo Tariku, Rich Mnisi, Porky Hefer, Fani Madoda, Jean Servais Somian, animano gli spazi comuni e le stanze.



