Strade carrozzabili, sentieri postali, ferrovie a vapore che compiono 110 anni e gestioni familiari. Come ripercorrere la storia della Val Gardena fra gli esordi dell’alpinismo al boom del dopoguerra, ai 60 anni dell’Hotel Tyrol.

La Val Gardena è entrata nell’immaginario collettivo grazie alla canzone su una postina che portava letterine profumate di stelle alpine. Era il 1954, e lo faceva lungo una strada che aveva un secolo di storia e che avrebbe cambiato il volto della valle. Per secoli, l’economia locale si era basata sull’allevamento e sull’agricoltura di sussistenza in un ambiente montano dalle brevi estati e dai lunghi inverni in cui si è sviluppata l’arte dell’intaglio. Nel 1856 la prima strada carrozzabile che collegava Ponte Gardena e Ortisei permise finalmente alle sculture in legno di scendere a valle, ai primi turisti di salire, e alle postine di non dover percorrere a piedi quello che è diventato il Sentiero della Posta, 4 ore da Laion a Ortisei per un trekking panoramico fra prati e boschi, una delle vie alternative con cui scoprire e comprendere la zona. Percorrendo comodamente in auto la statale 242 i 25 km da Pontives, confine linguistico tra il tedesco e il ladino, e Selva Gardena (in ladino Sëlva), la più isolata a più di 1550 mlm, non si pensa infatti a quanto la viabilità abbia profondamente segnato la storia di questi luoghi e di come continui a farlo, in verticale verso la quota e gli impianti di risalita. Capire le strade della Val Gardena è una chiave per riviverne il passato e fare un salto indietro nel tempo agli albori di quello che è oggi, una località ambita in tutte le stagioni.

1856: la prima strada

I primi turisti ad arrivate erano spinti da una nuova euforia, una vera e propria moda, che si stava diffondendo sempre più tra i ceti borghesi delle città: l’alpinismo. Nel 1857 era stato fondato a Londra il primo Alpin Club, poco dopo fu la volta dell’Österreichischer Alpenverein a Vienna (1862) e le associazioni pubblicavano riviste che ben presto si misero a descrivere le bellezze naturali del Tirolo, tra cui ovviamente le montagne delle Dolomiti. L’inizio del turismo invernale può essere datato però quasi una trentina di anni dopo quello estivo. La cima al Sassolungo fu conquistata infatti nel 1892 mentre gli sport invernali, soprattutto lo slittino venivano già praticati a Selva già intorno al 1900. In quegli anni sorgevano i primi eleganti alberghi con tutti i “confort dell’epoca” che accomodavano le esigenze del ceto borghese benestante e dei nobili che si potevano permettere le vacanze. Nel 1870 a Ortisei erano presenti 100 turisti, nel 1890 erano già saliti a 1.000, e inauguravano i grand hotel che hanno rappresenteranno per decenni il fulcro della vita mondana e turistica della località, ospitando pionieri dell’alpinismo e l’aristocrazia dell’epoca.

1916: la ferrovia a vapore

Nel 1916 un nuovo collegamento avrebbe fatto, mezzo secolo dopo, la fortuna della valle: la ferrovia a scartamento ridotto da Chiusa fino a Selva, costruita rapidissimamente dai prigionieri russi per approvvigionare il fronte della Prima Guerra Mondiale, conflitto che interrompe bruscamente lo sviluppo turistico locale e segna l’annessione del Tirolo all’Italia. Oggi i percorsi che un tempo conducevano alle trincee sono diventate itinerari da percorrere a piedi o in sci come il Giro della Grande Guerra e suggestive vie ferrate con cui ripercorrere le gesta militari dei due fronti, mentre il percorso della ferrovia a vapore – attrazione turistica fino al 1960 – è diventato una strada pedonale di 9 km adatta a tutti che include una mostra storica con filmati dell’epoca sotto i 200 metri di tunnel illuminato.

1966: apre l’hotel Tyrol

Come spesso accade, le storie delle località di turistiche si intersecano con quelle dei propri hotel. I grand hotel per l’aristocrazia e l’alta borghesia, elegantissimi, e le pensioni a gestione familiare. La guerra è passata, nel 1956 si svolte le Olimpiadi Invernali a Cortina, siamo nel pieno del boom economico, a Selva si attendono i mondiali di sci del 1970 che rappresenteranno la consacrazione definitiva della valle. È del 1974 invece la nascita del Dolomiti Superski, consorzio, che oggi unisce 12 zone sciistiche con un unico skipass – dal 2004 collegato anche grazie ad una “metropolitana”,  Gardena Ronda Express che corre sotterranea per collegare gli impianti anche “dal basso”.

Nel 1966 quando i coniugi Karl Malloyer e Frida Kasslatter, quest’ultima ultima discendente di una storica famiglia di albergatori di Bulla, inaugurano la loro pensione di famiglia, c’erano solo prati ma con il loro spirito pionieristico contribuiranno a plasmare il turismo del paese di Selva, sino ad oggi – lo scrive un assessore provinciale nell’introduzione del volume celebrativo che si trova sui tavoli in cui sono raccolti ricordi e fotografie. Oggi Selva è una piccola città ma all’interno dell’Hotel Tyrol l’ingresso e la sala sono rimasti immutati. Ma soprattutto non è mai cambiato lo spirito e l’accoglienza, della zia Frida e oggi di Bibiana Dirler che con il marito Maurizio e il figlio Emanuele lo animano, intrattenendo gli ospiti. C’è sempre qualcuno ad accoglierti e a fare due chiacchiere con i turisti internazionali, famiglie affezionate, persone del luogo che qui si ritrovano per cenare, fare l’aperitivo o semplicemente stare al bar. I buffet leggendari raccontati negli articoli di giornale degli anni Settanta hanno lasciato spazio a tartare e Chateaubriand serviti al carrello o alla cucina stellata del ristorante Suinsom guidata dallo chef Alessandro Martellini, la domenica si fa colazione con lo zabaione caldo, servito da una grande ciotola in rame, le canzoni popolari ladine accompagnate con la fisarmonica hanno lasciato il posto alla musica dal vivo ma le serate in compagnia in cui nessuno sembra voler andare a letto, sono rimaste le stesse. Nel 2026 festeggiano 60 anni esatti dall’apertura, e non hanno dubbi: faranno una festa.

1856-2026. Viaggio indietro nel tempo in val gardena fra la grande storia e quella di una pensione di famiglia