Iconici, ma mai identici, i mobili in metallo del sistema USM Haller ha fatto la storia del design. Festeggiano i 60 anni, senza riedizioni, continuando a reinventare semplicemente se stesso

Si trovano nelle case e negli uffici di ogni vero appassionato di design e dal 2001 fanno  parte della collezione permanente del MoMA di New York, come vere e proprie opere d’arte. Librerie, tavoli, cassettiere e molto altro: da sessant’anni (esatti, nel 2025)  il sistema modulare in metallo USM Haller della USM Modular Furniture si reinventa attraverso mobili con colori che non sbiadiscono mai, materiali di altissima qualità e soprattutto un design completamente modulare che può riconfigurarsi all’infinito. Un design partito dai capannoni dell’azienda per entrare oggi nelle case degli appassionati di vinili, e in quasi tutti gli studi dei grandi designer. USM è moderno, discreto, adattabile, camaleontico e per questo, ovunque. 

Il mobile che si estende e si riconfigura all’infinito
Arredi da ufficio dall’Archivio Storico di USM Modular Furniture.

In principio fu l’ufficio 

Nessuno definirebbe il metallo un materiale flessibile, elegante, adattabile, se non fosse stato per Paul Schärer Jr. Nel 1961, quando prese le redini dell’azienda di famiglia, intuì che il futuro passava proprio da lì. La sua passione per l’architettura e il design, ispirata da Mies van der Rohe e Le Corbusier, lo portò a coinvolgere Fritz Haller, un architetto che sognava spazi industrializzati, modulari, capaci di adattarsi al cambiamento. Insieme, in breve tempo, svilupparono il sistema USM Haller. Prima per i loro uffici, poi – dal 1969 – per il mercato globale.

Seicento postazioni di lavoro per la banca Rothschild di Parigi: fu questo il primo ordine e il passo decisivo per un sistema che da allora ha saputo inserirsi in contesti diversissimi, in tutto il mondo: dagli uffici amministrativi del Musée d’Orsay agli showroom di moda, dalle cantine vinicole di Saint-Émilion ai loft firmati Mario Botta. E ancora oggi, nei negozi, negli open space, negli studi ma anche nelle case dall’arredo più classico. USM si tramanda nel tempo e come altri arredi, si eredita. Generazione dopo generazione questo concetto di durabilità è rimasto pressoché immutato e infatti oggi chi possiede i modelli vintage può reinterpretarli e personalizzarli con gli accessori aggiuntivi più recenti. 

Ho iniziato a lavorare in BDP nel 1985. L’ufficio era arredato interamente con il sistema USM Haller. E lo è ancora oggi, dopo essere stato riorganizzato e reinventato più volte negli anni. Abbiamo appena completato un nuovo restyling e, a quasi 40 anni dal primo utilizzo, Haller ha dimostrato ancora una volta tutta la sua anima flessibile e sostenibile
Mark Simpson, Head of Workplace della BDP London
Il mobile che si estende e si riconfigura all’infinito
La collezione 2025 “TESSELLATE“, la prima collaborazione di USM Modular Furniture con lo studio creativo londinese Buchanan  Studio.

La sfera magica

Dietro l’aurea di icona culturale, questo sistema cela un processo di produzione che richiede tantissima esperienza, competenza e metodo. Ogni pezzo attraversa due fasi: la prima, tecnologica e industriale si svolge a Münsingen, vicino a Berna. La seconda, quella del montaggio finale avviene interamente a mano. Il dettaglio più importante, che rende sia stabile che iconico ogni oggetto è paradossalmente il più piccolo, protetto da copyright dal 1988 in quanto ritenuto un’opera d’arte applicata: una sfera di 47 grammi di ottone cromato, con sei fori a cui vengono collegati i tubi in acciaio cromato. È la “sfera magica”, come la chiamano in Svizzera. Grazie a lei ogni modulo può estendersi all’infinito sia in altezza che in larghezza, trasformarsi in una libreria gigante o in un piccolo scaffale. Il rivestimento viene poi applicato in tre materiali: lamiera d’acciaio verniciata a polvere, metallo perforato e vetro. Un design pressoché immutato negli anni, ma che segue standard qualitativi sempre più alti. Le cerniere delle ante, ad esempio, vengono testate per 40.000 aperture, garantendo una funzionalità impeccabile nel tempo.

Color USM

Funzionalità, modularità, ma anche colore. A metà anni ‘60 quando nacque il primo mobile del sistema USM Haller era verde brillante, anzi “Verde USM”, come venne ribattezzata questa tonalità carismatica. Sono nati poi ll bianco puro, il giallo oro, l’argento opaco, il rosso rubino, il nero intenso… In totale, 15 tonalità: poche ma iconiche e soprattutto sempre reperibili. Se da un lato la palette resta contenuta, le combinazioni del sistema sono infinite. Ed è proprio a partire da questo concetto che USM ha creato un prodotto iconico: non imponendo uno stile, ma trasformando ogni modulo in un’espressione personale, avvalendosi del gusto e della creatività di chi lo sceglie.

Il mobile che si estende e si riconfigura all’infinito
USM Modular Furniture in verde / Courtesy USM Haller.