A Lomazzo, Como, un un ex-cotonificio c’è un campus dove si fa innovazione, anche gastronomica. Al posto del servizio impettito, un Amazon Locker.
C’è stato un tempo in cui i locali si chiamavano Bar Sport, Da Donato o Trattoria alle mura, per sola definizione geografica. Oggi la ristorazione italiana oggi pullula di locali con nomi che suonano così: Osteria Popolare, Enoteca Sincera, Trattoria Eretica. Servono tutti piatti della tradizione più o meno rivisitati, su micro tavoli in piattini da condividere, innaffiati di vini naturali. I loro nomi sono una dichiarazione di intenti, suonano come una promessa, e Trattoria Contemporanea vuole fare esattamente lo stesso. Leggendo l’insegna si potrebbe pensare all’ennesimo esponente della corrente più in voga a Milano e dintorni, e invece è una sorpresa.
Innovazione a Lomazzo
Fondata dall’intuizione di quattro giovani imprenditori, Trattoria Contemporanea si trova fra Milano e il lago di Como, nel contesto di Fabbrica campus, un ex cotonificio di fine Ottocento trasformato in polo di innovazione. Fermata Lomazzo, in posizione strategica fra la metropoli, il Veneto, la Svizzera. Aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è la sede di start-up, spazi di co-working, aree comuni, e un parco. Migliaia di persone tutti i giorni brulicano in questa area, lavorano, organizzano incontri, meeting, riunioni.
Trattoria Contemporanea è la sua espressione ristorativa, “mensa” per il business lunch, catering per coffee break, aperitivi e per le sale riunioni. A pranzo offre un menù che cambia settimanalmente da 30€, si riempie di persone, decine, e poi si prepara per il servizio della cena.
Sul loro manifesto hanno scritto che “Trattoria contemporanea è più di un ristorante”, ma questa volta è vero: basta vedere il viavai di persone che passano a ritirare i loro pacchi nell’Amazon Locker. Certo, perché oltre ai canestri con cui giocare andando in bagno, alle decorazioni alle pareti e all’arredo colorato, l’essere contemporanei non è solo una questione di estetica o di interior design.
La mole di lavoro è sfidante e quindi a fare da protagonista non c’è un singolo chef, ma una squadra di ragazzi: Mattia, maître di sala, Elena, Andrea, Christian in cucina che si affiancano al “frontman” del gruppo Davide Marzullo: “Qui in Trattoria stiamo vivendo una piccola rivoluzione senza nemmeno accorgercene. Conviviamo quotidianamente in un progetto sano, puro, autentico”, dove si divertono.
Se di giorno le energie sono concentrate nel far marciare le mille attività che si susseguono dentro e attorno al ristorante,contemporaneamente, la sera quando gli uffici si svuotano inizia un nuovo capitolo.
La sera, stellato non convenzionale
Esistono ristoranti che di giorno o di sera, sono praticamente uguali. Il menù, la frequentazione, il mood. E poi esistono ristoranti che si trasformano, come Trattoria Contemporanea, senza perdere l’identità. Il menù è un bell’esempio di fine dining, con due menù da 4, 5 o 7 portate da 95 e 135€ in cui assaggiare piatti signature come la Seppia, ‘nduja e beurre blanc o il Cavolo cinese alla brace, kimchi e burro d’arachidi e piccoli miracoli come il Biancostato, verza e ananas – per scoprire quanto la Lombardia può abbinarsi con i tropici.
Il servizio resta informale, ma abbonda di carrelli come quello del pane e burro, o meglio pani e burri, e di sorprese come i pizzini con messaggio lasciati ai commensali. Un mix di invenzioni originali, tendenze internazionali messe a terra con allegria, e stilemi del classico ristorante stellato, ma inutili formalismi. In sala la gente si diverte, coppiette, famiglie, tavoli di signori di una certa età vestiti elegantini condividono la sala e tirano tardi e a volte alzano la voce per una risata, segno che stanno bene. Perché trattoria e perché contemporanea ora suona molto più sensato. A Lomazzo, che sembra molto più cool di stare a Nolo.
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