Cristalloterapia, la purificazione di corpo e ambienti, tarocchi, astrologia e numerologia sono tornati in auge. Ciò che una volta faceva parte di un mondo occulto e misterioso, oggi diventa un’abitudine quotidiana scaramantica, che però può aiutarci a rimettere ordine nelle nostre vite. Davvero.
La cristalloterapia, la purificazione della casa con la salvia in particolari momenti dell’anno come Capodanno, i bagni energetici e i rituali al chiaro di luna. C’è un lato del benessere che sta riscoprendo quello che una volta era definito “stregoneria”. Piccoli rituali, pratiche anche ancestrali, credenze che affondano le radici nella notte dei tempi, in Occidente o altrove, sono ritornate in auge. Discipline come la numerologia, l’astrologia, la lettura dei tarocchi e l’uso di pietre e cristalli, anche nella cosmesi, suscitano sempre più fascino e nuovi adepti. Alcuni convintissimi, altri perché “non so se vero ma ci credo”.
In risposta a un mondo sempre più caotico, difficile da decodificare e privo di punti fermi, abbiamo bisogno e riscopriamo la fede, la fiducia in un ordine superiore, in un potere salvifico che non ha bisogno di prove altre che la propria fiducia. Ma se le religioni tradizionali perdono adepti, crescono pratiche esotiche, misteriose e il diffondersi del pensiero magico, con cui si carichiamo oggetti, azioni o rituali di un potere irrazionale. Superstizioni, pseudoscienze, fantasie senza alcun fondamento, che però di certo donano alla vita quotidiana un po’ di magia. Che ci può far stare bene.
Witchtok, e le streghe sui social
Tremate, tremate, le streghe son tornate. Via scope volanti e porri sul naso, le streghe di oggi sono decisamente più tecnologiche e, soprattutto più quotidiane. Messi da parte calderoni e posizioni, oggi ci si affida alla natura, all’astrologia e alla lettura delle mani o delle carte, ai piccoli rituali da fare in casa. Streghe moderne che spopolano sui social e che hanno creato una vera e propria comunità che, sotto l’hashtag #witchtok, raccoglie oltre 8 milioni e mezzo di interazioni. Una comunità nutritissima che conta anche nuove uscite in libreria come Occulto, edito da L’Ippocampo e scritto da Peter Forshaw, professore associato di Esoterismo occidentale presso il Centro per la storia della filosofia ermetica dell’università di Amsterdam, e anche la novità di Hoepli Manuale di Cristalloterapia di Francesca D’Addabbo, esperta in cristalloterapia e reiki.
Il bisogno di un rito
Oltre all’aspetto estetico, ad un look, questo fenomeno nasconde però qualcosa in più: «Rituali con la luna, purificazioni con salvia, bagni energetici, uso di cristalli, ricette legate al ciclo delle stagioni e agli elementi: dietro a questo fenomeno c’è un ritorno a pratiche ispirate alla magia naturale ma soprattutto ci sono le generazioni più giovani che hanno bisogno di altro. In un’epoca in cui tutto è immediato, il rito introduce il tempo lento, in un momento di iper-razionalismo, il simbolo riapre lo spazio dell’intuizione e in un periodo di estenuante performance, la ritualità diventa un atto di verità e di cura. Il tutto è espressione di un’esigenza interiore» spiega Francesca Maffeo, naturopata, specializzata in Medicina Tradizionale Cinese e Tradizioni Antiche.
Connettersi con se stessi
Come spiega l’esperta, il mondo di oggi è molto veloce e connesso, anzi è iperconnesso però mancano le cosiddette “connessioni verticali”, cioè quelle che riportano ad avere un rapporto più profondo con noi stessi. Si sono perse molte tradizioni e piccoli rituali o gesti quotidiani, «in particolare le nuove generazioni hanno assistito alla crisi delle istituzioni tradizionali, all’erosione dei legami familiari, alla pressione di modelli perfetti e irraggiungibili». In questo contesto come si è sviluppato l’interesse verso tutto ciò che è magico? «Perché tutte queste pratiche offrono uno spazio di libertà: non sono dogmatiche, non impongono verità, ma invitano ad ascoltarsi, a cercare un linguaggio personale, a creare un rituale su misura. Esattamente come in passato quando, magari assieme alle nonne o alle mamme, si raccoglievano erbe e si imparava a conoscerle e a usarle, preparando tisane e infusi» spiega la naturopata.
«Se un tempo questi rituali antichi erano relegati al folklore o all’esoterismo, oggi hanno una valenza molto simbolica perché offrono una narrazione alternativa del tempo e del corpo, più ciclica e meno lineare. Inoltre, la loro estetica, spesso connessa a elementi naturali e gesti lenti, si sposa perfettamente con la dimensione sensoriale e ritualistica della bellezza. È una forma di ritorno al senso, in un mondo sovrastato dal rumore, dominata dalla iper-razionalità, dagli algoritmi e addirittura dall’intelligenza artificiale» spiega il dottor Lorenzo Giacomi, psicologo clinico, disponibile anche sulla piattaforma MioDottore.it. Riappropriarsi quindi di tutti questi gesti e rituali è un modo anche per conoscere un sapere che si è perso nel tempo ma anche per avere un rapporto più intimo con se stessi, alla ricerca di un benessere più profondo.
Il bisogno di credere
Perché si sta tornando a credere a pratiche considerate magiche? «Perché l’uomo ha la necessità di dare un significato all’esperienza. Soprattutto in un contesto in cui le certezze tradizionali, religiose, politiche, sociali si sono indebolite, molti cercano forme personali e intime di spiritualità. La bellezza diventa così non solo cura estetica, ma anche cura dell’anima. Seguire un rituale, anche solo applicare una crema in un certo ordine o bruciare un’erba con un’intenzione, trasforma un gesto quotidiano in un momento sacro. Questo non implica necessariamente un credo irrazionale, ma piuttosto una forma di attenzione e intenzionalità. Credere, in questo contesto, è più simile a “sintonizzarsi” con se stessi» spiega lo psicologo.
Ridare ordine al caos
Non solo, ma dietro a questi rituali non c’è la superstizione quanto il bisogno di poter riconquistare una forma di controllo anche soltanto a livello soggettivo: «Il gesto rituale dà un ordine simbolico al caos e la bellezza, in quanto esperienza del sensibile, diventa un veicolo privilegiato per questa riorganizzazione emotiva. I rituali non sono formule magiche per cambiare il mondo esterno, ma strumenti per trasformare la percezione che ne abbiamo. E in questo senso, “funzionano”».
Quello che quindi si cerca con questi rituali non è la valenza scientifica, che spesso non c’è, quando il bisogno di connessione e di pausa. Per esempio, usare un particolare olio suggerito in base al proprio segno zodiacale, funziona non perché è “scientificamente provato” ma perché crea un contesto interiore e riattiva la propria parte più profonda, dona calma e tranquillità in un mondo frenetico. E il fatto di poter condividere l’esperienza aiuta ad aumentare l’impatto; queste pratiche quindi non sono eseguite perché impongono qualcosa di vero ma perché invitano ad ascoltarsi, a fermarsi, a creare qualcosa su misura per sé e dei legami.
Pulizie energetiche e altri incantesimi
Le pratiche più diffuse, e anche più facili da mettere in pratica, sono quelle cosiddette delle “pulizie energetiche” che permettono di ripulire le energie del corpo e della casa.
«Queste pratiche sono differenti, per esempio per la persona ci sono i bagni purificanti con sale grosso, fiori secchi e oli essenziali che si fanno solitamente in fasi lunari simboliche. In questo senso, il bagno non è inteso solo a livello fisico ma anche come un momento per lasciar andare ciò che pesa nella propria vita. Un altro rituale è quello delle fumigazioni con salvia bianca, rosmarino o lavanda: si fanno scorrere lentamente sul corpo per “ripulire” il campo energetico. Si accompagna spesso a una frase di rilascio. O ancora, posizionare vicino al letto alcuni cristalli, come la selenite, la tormalina nera o l’ametista, “donano” protezione e aiutano a essere più “centrati” verso i propri obiettivi» spiega la naturopata. Piccole abitudini che aiutano a prendersi cura di sé in qualunque caso, che si “ripulisca” il “campo energetico” o ci si faccia semplicemente un bel bagno rilassante.
Ci sono poi anche rituali per la casa come la fumigazione degli ambienti con palo santo o con incensi naturali che, procedendo in senso orario da una stanza all’altra, aiutano a purificarla da eventuali energie negative. Un rituale molto semplice è quello di posizionare bicchieri di acqua e sale in punti strategici della casa, come all’ingresso o sotto il letto, per assorbire le energie stagnanti e negative oppure purificare l’aria con spray contenenti acqua ed erbe aromatiche o suonando le campane tibetane in ogni stanza.
Per l’estate l’esperta consiglia «di portare con sé una pietra di citrino: è legata al sole, alla creatività e all’abbondanza. Si può tenere in tasca, nella borsa oppure appoggiarla sulla scrivania durante la giornata. Per la casa, invece, si può bruciare un rametto di rosmarino secco, raccolto a mano: è protettivo, rinfresca e ha un profumo che stimola e purifica». Scaramanzia, magia? Abitudini che se ci fanno stare meglio, male non fanno.
Pietre filosofali, incantesimi, evocazioni di demoni, tarocchi, cabale e astrologie… Dagli antichi Egizi ai giorni nostri, il desiderio di comprendere i misteri dell’universo ha alimentato molteplici filosofie occulte, custodite nelle pagine di manoscritti esoterici, grimori illustrati, oggetti rituali e criptici dipinti. Questa guida iconografica introduce alla scoperta dei significati nascosti all’interno di innumerevoli simbologie, spaziando dall’alchimia alla magia naturale, dall’astrologia all’esoterismo new age.