Maggio è il mese delle rose. Per riportare in tavola un sapore antico (ma non come una volta) ecco cocktail facile, una maionese profumata e della dissetante acqua e rosa.

Il profumo dell’acqua di rose, la dolcezza del rosolio e il sapore elegante della marmellata di petali sono una memoria collettiva. Riportano la mente alla casa delle nonne e ai sapori dell’infanzia, ma le rose in cucina non sono solo tradizione senza tempo. Arrivano da lontano e tornano protagoniste di ricette molto contemporanee. Potenzialmente virali: acqua e rosa, gintonic alla rosa, toast con maionese ai boccioli.

Sono tre voci del menù de La Corte di Romanengo, a Milano, la più antica confetteria artigianale d’Italia, fondata nel 1780 a Genova, dove la tradizione della rosa è approdata da lontano, secoli fa. L’uso della rosa è una tradizione millenaria che affonda le sue radici in Asia e nel Medio Oriente. Lì l’acqua e lo sciroppo di rose vengono usati da sempre per preparare dolci, bevande, ricette salate, preparati medicamentosi e cosmetici. L’uso dei petali di rosa in infusione fu introdotto in Italia dagli Arabi e si diffuse in Liguria, come in Sicilia e Venezia, già nel Medioevo. Le prime Crociate contribuirono poi all’importazione dello zucchero, che permise di conservare l’infuso dei petali. A Genova queste influenze hanno dato vita all’uso molto popolare dello sciroppo. In passato, quasi ogni casa di campagna aveva un cespuglio di rose utilizzato per preparare questo sciroppo rinfrescante, tramandando la ricetta di generazione in generazione, e nelle valli genovesi, in particolare in Valle Scrivia (non a caso ribattezzata Valle delle Rose), si è diffusa la coltivazione di una specifica rosa antica, la Rosa gallica o Centifolia, nota per il suo profumo intenso e i numerosi petali, ideale per la produzione di confetture, infusi e dello sciroppo, ora anche Presidio Slow Food.

Lo Sciroppo di Petali di Rose è una ricetta antica, fatta di pochi ingredienti essenziali: petali di rosa freschi, acqua, zucchero e succo di limone, è dissetante, leggermente astringente, capace di custodire tutta la delicatezza della rosa. Con lo sciroppo ci fanno le iconiche Gocce di rosolio, piccole caramelle a forma di goccia, composte da un sottile e croccante involucro di zucchero con all’interno una goccia di sciroppo, ma da quando hanno aperto i Salon de Thé, La Corte , sono diventati anche altro. Acqua e sciroppo alla rosa, come fosse acqua e menta, ma dal colore unico, un cocktail chiamato Rosa di Portofino con Portofino Dry Gin, sciroppo di petali di rose Romanengo, limone e soda, e infine lo usano per la maionese servita insieme al toast. Tre ottime idee celebrare per maggio.

Toast con maionese ai boccioli e gintonic petaloso: reinventare la tradizione dello sciroppo di rosa 
Toast con prosciutto e formaggio e mayo alla rosa