Il primo stellato l’Italia e il Reggiano, ma soprattutto il centro sociale dove si mangiano i tortellini e il ristobar alla stazione di benzina. Dove mangiare like a local a Reggio Emilia e dintorni 

A Reggio Emilia si mangia benissimo. Non solo perché a Rubiera si trova Arnaldo, il primo stellato d’Italia, celebre per il suo carrello di bolliti e la lasagna trasformata in Spugnolata con l’aggiunta di funghi spugnole on top. Non solo per il Parmigiano-Reggiano, anche se da quelle parti i puristi lo chiamano Reggiano e basta. Non solo per la sacra triade da bicchiere Lambrusco-Spergola-Fogarina, e nemmeno solo per la Damatosteria di Arceto, in zona Scandiano (luoghi veramente ghirriani, quelli), recentemente lodato dallo chef Matias Perdomo, patron di Contraste, monostellato di Milano.


A Reggio Emilia si mangia benissimo per la qualità popolare e mai nazionalpopolare dei suoi migliori locali, leggasi anche: rapporto qualità-prezzo da leccarsi i baffi. Alcuni, come l’Arrogant Pub, precursore dei gastropub, o la Cremeria (cioè gelateria) Capolinea di Simone De Feo hanno già fatto il giro dei titoli di giornale. Ma oltre loro esiste un sottobosco ricco, informale, godurioso. Che fa venir voglia di passarci un po’ più di tempo in provincia. Tra una passeggiata sulla Pietra di Bismantova, una visita al castello di cui è stato conte l’attore Christopher Lee (quello di Sarzano, tutto vero) e una tappa istruttiva per incontrare la Balena Valentina, scheletro fossile di cetaceo rinvenuto nella frazione di San Valentino, in comune di Castellarano. Ecco i nostri consigli, partendo dalla periferia e andando verso il centro.

Centro sociale Rosta Nuova

Mai farsi ingannare dalle apparenze: questo centro sociale (per nulla hipster: è proprio un centro sociale comunale) posizionato alle spalle del più importante cinema d’essai di Reggio Emilia (il Rosebud, il nome è tratto dal film film Quarto potere di Orson Welles), nella periferia residenziale della città, è la destinazione per i classici tortelli, oltre che per secondi di carne della tradizione e antipasti a suon di taglieri di salumi, magari annaffiati da un rosso frizzante locale. Il tutto a un prezzo pop, popolarissimo. La pasta è fresca ed è impastata con perizia da un “esercito” di sfogline locali. Della serie: quando il mito della nonna-asso della cucina esiste, e anzi, quando la realtà supera addirittura l’immaginazione.

Via Medaglie d’Oro della Resistenza 6, Reggio Emilia (RE)

Il Lonfo

Poco distante si trova Il Lonfo, enoteca contemporanea che con i contemporanei wine bar à la metropoli non c’azzecca nulla. L’aggettivo è un puro indicatore temporale, dato che Il Lonfo non è aperto da molto, si parla di qualche anno. E non è neppure aperto per molto: a discapito del potenziale pubblico della notte che potrebbe avere, gli orari d’esercizio sono cortissimi, e dopo le 22:00 si troveranno i battenti serrati. Una minima organizzazione sarò ripagata: Il Lonfo ospita serate musicali, e l’ambiente rilassato e minuscolo-andante sposta il salotto di casa in un luogo in cui, scommettiamo, ci sono bottiglie migliori. Unico consiglio: per le fami grosse, rivolgersi altrove.

Via Józef Wybicki, 10, 42122 Reggio Emilia RE

Ristobar Bagno Bacone

Allontanandosi ancora dal centro città, proseguire lungo la via Emilia per Modena. Si arriverà nel territorio di Bagno, un comune della provincia reggiana. Poco dopo il cartello stradale che ne indica l’inizio (venendo da Reggio), ecco sulla destra il Ristobar Bagno Bacone: un bar in una stazione di servizio, estremamente frequentato da camionisti. Il che, come insegna la vulgata, è sinonimo di qualità eccellente nel piatto. Dimenticarsi piatti decongelati, “tavole calde” e toast tristissimi: qui c’è la cucina, e pure un banco gastronomia ben fornito di deliziosi prodotti locali. Anche qui si raccomandano i tortelli, ma anche il gnocco fritto. Un paio di tip: a Reggio si dice “il gnocco fritto” e non “lo gnocco fritto” – “lo gnocco” è quello del forno, che da quelle parti si inforna alto e condito di grosso di maiale –; quando ordinate i tortelli, se non sapete decidervi tra ripieni, chiedete un bis, ovvero un piatto diviso tra due tipi. Ne saranno solo che felici.

Via R. Cartesio, Bagno (RE)

Ristorante Agriturismo Il Ginepro

Per le gite fuori porta più lunghe, o un pranzo della domenica, la destinazione è l’Appennino reggiano. Difficile cascare male, tra prodotti km 0 e amore per la buona tavola. Qui, però, segnaliamo Il Ginepro, alle pendici della Pietra di Bismantova – una roccia d’emersione citata nel Purgatorio di Dante che campeggia sulla montagna come, be’, un’astronave aliena, e infatti non stupisce che sul suo conto circolino diverse leggende. In un minuscolo borgo, composto soprattutto di una chiesetta di campagna, ecco la nostra destinazione, fornita di camere per chi volesse fermarsi più a lungo. in menu tutti i classici, e chicche della montagna: selvaggina, formaggi, tagliatelle di ortica, funghi fritti in stagione.

Via Ginepreto, 7, 42035 Castelnovo ne’ Monti RE

Salumeria San Prospero

Nel cuore del centro storico, una bella piazza porticata rettangolare accoglie la movida di Reggio Emilia. Su uno dei lati sta da sempre (o, almeno, da quando chi scrive ha memoria) la Salumeria San Prospero. Bottega, enoteca, gastronomia: chiamatela come volete, il risultato non cambia. Perché sempre di ottimi salumi, aperitivi (rinforzati e non), e volendo panini si tratta, che si abbia il languore per pranzo, spuntino o cena. Una destinazione d’antan e praticamente imbattibile dentro le mura cittadine.

Piazza Fontanesi 1, Reggio Emilia (RE)

La buteiga

Quasi come si fosse creata una competizione, all’altro angolo di Piazza Fontanesi campeggia un’altra bottega-sfizioseria. Non che la zona ne sia generalmente sfornita, ma qui c’è una marcia in più. Siamo a La buteiga, la cui gestione è recentemente cambiata. Ora la squadra è più giovane e con maggiore voglia di mordere – specie se si tratta di focacce e panini. Di cui il menù, infatti, abbonda, e in porzioni formato gigante. I prezzi sono leggermente più alti della media: ma possiamo assicurare che dopo un sandwich al pastrami (per uscire un po’ dalla provincia) o al crudo locale (per rientrarci) non avrete altri desideri se non un benefico sgroppino.

Via San Carlo 12/a, Reggio Emilia (RE)

A’marcord

Formula vincente non cambia: il detto, a Reggio Emilia, si applica alla cucina della tradizione. Allora, spostandosi in un’altra zona del centro, arriviamo da A’marcord, modo di dire dialettale consacrato da Federico Fellini nel suo omonimo film. Allora immergiamoci nei “ricordi di una volta”, all’interno di una piccola trattoria-gastronomia-bottega (lo dice la descrizione ufficiale su Instagram, non lo diciamo noi), con cucina aperta solo a pranzo. Il nome non arriva a caso: dietro al bancone due fratelli, l’impegno è quello di servire non solo i “sapori antichi” ma anche, quasi letteralmente, le loro memorie, tra ricette segrete e “della nonna”.

Via Roma 18/a, Reggio Emilia (RE)

La Gargotta del Popol Giost

In dialetto reggiano, il Popol Giost è la parte più povera della popolazione. Quella che si arrangia a sopravvivere come può, con lavoretti umili e occasionali. Vigeva il detto: “il popol giost vuole la neve”, dove il riferimento era sia alla neve che, una volta caduta, avrebbe prodotto lavoro per gli spalatori stagionali, sia (durante il Ventennio) al regime fascista di Mussolini, di cui il popolo reggiano invocava la caduta. E gargotta? È un termine che deriva dal francese gargoter, “mangiare intensamente e rumorosamente”. La gargotta è la bettola, la taverna, l’osteria del popolo. Dove si può fare un po’ di baracca e mangiare un pasto onesto, a un costo abbordabile. Così è, anche nel 2025 e con le opportune revisioni di menu, la Gargotta del Popol Giost.

Piazza Pietro Scapinelli 3, Reggio Emilia (RE)

Cucine Clandestine

Popolarità rampante anche alla Cucine Clandestine. Con una particolarità: la tradizione e oltre viene riarrangiata anche (e non solo) in chiave amichevole per celiaci, intolleranti al lattosio, vegani (e a dirla tutta, chi più ne ha, più ne metta). Un luogo piuttosto unico nel contesto di una cucina di sostanza e di prodotto animale. E anche su quella, bisogna dire che la squadra delle Clandestine gioca nel campionato di Serie A.

Via dell’Aquila 6, Reggio Emilia (RE)