100 metri di spiaggia che è diventata il laboratorio dei brand della moda nell’offerta di esperienze di lusso. Da quando tutto è cominciato, nel 2017 con Langosteria, alla cucina ligure per tutti di ö Magazin, passando per il solito problema: quello delle spiagge pubbliche
Paraggi è una spiaggia lunga 100 metri, una frazione di 16 abitanti e i suoi due hotel contano in totale 24 camere. Paraggi è microscopica, eppure negli ultimi anni è diventata una delle località più ambite d’Italia in cui i colossi del lusso internazionale fanno a gara per conquistarsi un pezzetto di questo angolo di paradiso.
Per chi viene da lontano è ”la spiaggia di Portofino” e viene spesso confusa con la cittadina dalla piazzetta più famosa al modo, distante pochi minuti a piedi, ma basta parlare con qualcuno del luogo per scoprire una geografia precisissima, dove ogni curva, angolo, roccia ha un nome proprio e un ricordo da raccontare. Noi abbiamo scavato in quelli di Luciano De Angelis, patron de La Cambusa di Santa Margherita Ligure, ristoratore storico e nativo proprio di Portofino: Paraggi ha una sua identità e una storia. Persino una leggenda.
Paraggi non è altro infatti che una manciata di case in una piccola baia verdeggiante dalla spiaggia sabbiosa, tra la caletta di Niasca e Villa Bonomi Bolchini, meglio nota come “il castello”, metà sotto il comune di Santa Margherita Ligure e metà sotto quello della famosa Portofino. Qui si narra che vi naufragò un avido pirata francese uscito sconfitto in una battaglia navale. Ferito, si nascose in una grotta con il suo tesoro maledetto, che da allora viene vegliato da una enorme murena. Nessuno ha mai trovato alcun forziere, o la murena, ma i brand del lusso hanno trovato invece un altro tesoro, minuscolo ma preziosissimo.
La spiaggia non nasce popolare
Paraggi nasce borgo di pescatori e di mulini ancora all’epoca della Repubblica di Genova ma condivide il successo turistico degli esordi con la vicina piazzetta. Qui già a fine Ottocento aristocratici inglesi e nobili tedeschi scoprirono le bellezze del luogo e nel anni Trenta del Novecento già si contavano alberghi, ristoranti, bar e tavole calde. Le Carillon, diventato luogo di ritrovo per personaggi famosi, celebrità e politici e simbolo della Dolce Vita, aveva aperto ufficialmente già nel 1936 per accogliere gli ospiti dell’hotel Splendido (oggi Belmond).
«All’epoca i Bagni Bosetti e i Bagni Fiore erano di famiglie del luogo, Le Carillon restava aperto quasi tutto l’anno, la sera si giocava a carte, c’era gente del luogo e ospiti internazionali. Era un bella realtà, un bel mix. Poi c’era la Mandragola, su in cima, al posteggio, dove si ballava» erano begli anni, ricorda Luciano, settantenne in splendida forma. «Paraggi è unica, bellissima, e oggi è diventata una attrazione». Sospira. È ligure e i liguri un po’ tendono al mugugno, ma a ragione.
L’invasione della moda
Il successo di Portofino è oramai decennale, ma Paraggi è stata scoperta di recente, almeno dal grande pubblico, precisamente dal 2017 il ristorante alla moda milanese Langosteria ha aperto ai Bagni Fiore, inaugurati nel 1927 e acquisiti dal gruppo nel 2021. Un’intuizione perché da allora sono arrivati, post-Covid, uno dopo l’altro Missoni (2022), e nel 2024 Vespa e Dolce e Gabbana. I bagni sono stati ristrutturati, gli ombrelloni si sono tinti di toile de jouy o di maioliche, dei semplici lidi si sono trasformati nel giro di pochi anni in un esempio di brandizzazione e di lussurizzazione dell’offerta. 200-300-400€ per un ombrellone e un lettino a cinque stelle in alta stagione e cene firmate oltre che da Langosteria e anche da Fiore ai Bagni Fiore, da Vesta a Le Carrion firmato Dolce e Gabbana. L’improvvisazione e le gestioni familiari hanno ceduto al fenomeno dei beach club firmati dal mondo della moda, che si è poi diffuso a macchia d’olio ben oltre Paraggi, fino a Forte dei Marmi, lungo la Costa Azzurra, al Sud, Sardegna. Non accenna a diminuire, incrociando il dibattito sulle concessioni balneari, il caro-ombrelloni, i prezzi da stranieri e le vacanze degli italiani.
L’avamposto di cucina ligure
L’estate 2025 non registra il tutto esaurito neanche qui ma gli italiani che arrivano da Santa Margherita per cena o affittano l’ombrellone per una giornata o per la stagione ci sono, e rinnovano di anno in anno, come ovunque. A Paraggi non sono tutti forestieri, anzi, e la new entry 2025 di ö Magazin agli storici Bagni Bosetti lo dimostra. Ristorante nato oltre 30 anni fa a Portofino, dove una volta le barche della famiglia delle due fondatrici, Emilia e Simona Mussini, andavano a cercar dimora. Da lì sono partite per arrivare ad aprire anche sul porto di Rapallo e ora sulla spiaggia di Paraggi dove si fa colazione, pranzo o cena, a tavola o con i piedi nella sabbia, a prezzi tutt’altro che proibitivi: Pane, burro e marmellata (12 €), Ceasar Salad (22 €) o il signature, Spaghetti ö Magazín con crema di cozze, acciughe, peperoncino e pangrattato (26€).
La solita storia della spiaggia
«Ora Paraggi è molto firmata. Fino a poco tempo fa era invece più vivibile anche dai portofinesi e santamargheritesi», mi spiega Luciano, ma il problema non è né il costo dei lettini, né quello dei ristoranti: il problema è come sempre la mancanza di spiaggia libera, come nel resto del Paese. Luciano ha gestito per vent’anni una scuola di windsurf con noleggio di barchini, quando ancora si poteva andare in barca nella baia di Niasca, pubblica. «La spiaggia libera a Paraggi allora era larga due catamarani, oggi già uno non ci starebbe più. È strettissima, ci devi andare molto presto la mattina per trovare posto e la sera chiude quando chiudono gli stabilimenti. L’alternativa è quella che chiamiamo la piattaforma, un pezzo di cemento con una scaletta» e mi mostra le foto di pochi metri quadri, dove praticamente devi restare in piedi.
Cercare le foto della vera riviera
L’amarezza dei locali è palpabile, basta aprire il gruppo Facebook “Milly, Santa Margherita, Portofino, Liguria”, ritrovo digitale di 35.000 cittadini nelle vicinanze, che condividono foto attuali e ricordi di un tempo. È moderata dalla fondatrice, Milly Tulipano Martin, la signora di oltre 90 anni ad avermi dato il contatto di Luciano (è stata la professoressa del fratello, oltre mezzo secolo fa, e qui si conoscono un po’ tutti). Negli ultimi anni sta immortalando la riviera, mattina dopo mattina, sera dopo sera e la sua evoluzione. Le foto più belle e vere, le si trova lì. Quelle vintage di questa pagina invece sono di Luciano. Grazie.
Pubblicato per la prima volta ad agosto 2025, aggiornato a giugno 2026