Per ricevere cinque stelle basta compilare un modulo, per entrare in uno dei brand di affiliazione più lussuosi al mondo serve ben altro. Da Relais &Chateaux gli ispettori (in incognito) valutano oltre 500 parametri, fra cui l’emozione, e nei The Leading Hotels of the World solo 5 su mille ce la fanno.
L’ambiente in cui si trova è sufficientemente confortevole e accogliente? Il concierge ha parlato all’ospite guardandolo dritto negli occhi? L’hotel fa uso di una essenza particolare e distintiva sia nella hall che nelle singole camere? Ora che state per andarvene, prendetevi qualche momento: l’esperienza è stata all’altezza delle vostre aspettative? La consigliereste a qualcuno? Fidatevi del vostro istinto, recita il personaggio di Margherita Buy nel film Io viaggio da Sola.
Irene fa il lavoro che è il sogno di molti: è l”ospite a sorpresa”, il temutissimo cliente in incognito che annota, valuta e giudica gli standard degli alberghi di lusso. Entra, li ispeziona, li vive e li valuta. Il vino è più caldo di due gradi, la zuppa deve essere almeno 40, la colazione in camera è arrivata in ritardo di 5 minuti. Piccoli incidenti, da un certo punto di vista, errori assolutamente inconcepibili per un hotel a cinque stelle, un albergo fuori dal comune che deve offrire un’esperienza unica, grazie ad un servizio impeccabile.
La classificazione nazionale a stelle
Da 1 a 5 stelle è una classificazione alberghiera ufficiale che si basa su criteri di valutazione, come cui la superficie delle camere, la frequenza del cambio della biancheria, gli orari di apertura della reception. Per arrivare al massimo del punteggio servono, oltre a tutto quello che ci si immagina, anche un ristorante gourmet, almeno un bar, una sala congressi, parcheggio per almeno il 50% delle camere, che devono essere anche ampie e corredate da ogni comfort, inclusa una poltrona e presenza di suite etc. Ma tutti sappiamo che nonostante i criteri uniformi a livello nazionale, non tutti gli hotel sono uguali, e che molti dei parametri che rendono un soggiorno indimenticabile non sono facilmente elencabili in una normativa e documentabili con planimetrie e foto. Oltre alle stelle infatti ci sono altri parametri con cui classificare un hotel, e che lo rendono unico, come le associazioni di hotel indipendenti “The Leading Hotels of the World” e “Relais & Châteaux” entrambe prestigiose ma che differiscono per stili, obiettivi e criteri di adesione.

Valutare anche l’emozione
Relais & Châteaux valorizza strutture uniche con una forte attenzione alle esperienze culinarie e al senso del luogo. Creata nel 1954 dai proprietari dell’Hotel e Ristorante La Cardinale sulle rive del Rodano da un’idea: creare un’associazione di otto hotel dislocati tra Parigi e Nizza, lungo la strada N7, detta Route du Bonheur, che collegava Parigi con la Costa Azzurra. Le strutture erano accomunate dal desiderio di accogliere i propri ospiti con cordialità, offrendo loro cibo ed eccellenza di servizio. È nata così l’associazione Relais & Châteaux e oggi le dimore associate sono 580, in più di 60 paesi. L’associazione inoltre annovera il più alto numero di ristoranti stellati a livello mondiale e le Routes du Bonheur – gli itinerari che collegano le dimore situate in aree vicine – sono 146. Chi controlla oggi questi hotel? Lo abbiamo chiesto al Presidente di Relais & Châteaux, Laurent Gardinier. «Per garantire che ogni struttura della nostra collezione rispetti i nostri rigorosi standard, ci affidiamo a un team di circa 15 ispettori in incognito. Questi professionisti viaggiano senza rivelare la propria identità e valutano ogni struttura come farebbero dei veri ospiti, vivendo così un’esperienza autentica. Le loro valutazioni si basano su quasi 500 criteri, che coprono una vasta gamma di elementi rappresentativi dell’essenza della nostra associazione — dall’atmosfera e il servizio all’esperienza culinaria e all’attenzione ai dettagli».
Ogni due anni, ogni struttura viene valutata in incognito secondo tre dimensioni fondamentali di valutazione: tecnica, che valuta la precisione e la professionalità del servizio, delle strutture e delle operazioni, emozionale, per cogliere il fascino unico, il calore e il senso del luogo che definiscono un soggiorno davvero memorabile, e sostenibilità: un ambito di crescente importanza, che valuta l’impegno della struttura verso la responsabilità ambientale e sociale, a partire da settembre 2025. «Dopo l’ispezione, i risultati vengono esaminati dal nostro Comitato di Rete, di cui faccio parte insieme a diversi altri membri di Relais & Châteaux. Se la struttura soddisfa i nostri standard, la candidatura viene poi presentata al nostro Consiglio di Amministrazione, che prende la decisione finale. Su circa 600 candidature che riceviamo ogni anno, solo una trentina vengono selezionate».
Dove solo il 5 cento ce la fanno
The Leading Hotels of the World nasce nel 1928 ed è oggi la più grande collezione di hotel di lusso indipendenti e distintivi al mondo, il marchio è di proprietà di 60 hotel membri (fra i fondatori, Le Negresco, Hotel de Paris, Hotel Hermitage, El Palace Barcelona (precedentemente Hotel Ritz) e The King David), è un segno distintivo dell’ospitalità di lusso dal 1928 ed è guidata da un comitato esecutivo che garantisce i più alti standard di eccellenza preservando al contempo il DNA distintivo di ciascun hotel.
Gli hotel che desiderano aderire devono ricevere una segnalazione da parte di una struttura già membro e presentare domanda di ammissione. «Piuttosto che fare affidamento su valutazioni formali a stelle, ci concentriamo sul calibro generale dell’esperienza, accogliendo una gamma di stili di ospitalità che si rivolgono a viaggiatori esigenti e riflettono la visione della proprietà e del team di ogni hotel» scrivono nel loro form di presentazione. Ogni stagione accettano solo le proprietà più eccezionali: solo il 5% circa delle richieste ricevute ogni anno ce la fa.
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Il film come spesso accade è tratto da un libro, un kit di sopravvivenza per cavarsela tra alberghi, treni, piazze deserte, amori e agguati di malinconia. Viaggiare da sole significa buttarsi con curiosità nei luoghi in cui capita di trovarsi per scelta, per lavoro, per fuga. Significa cambiare valigia («è il trolley l’invenzione che piú di ogni altra, pillola anticoncezionale inclusa, ha contribuito alla liberazione delle donne»); scegliere l’albergo giusto, mangiare a un tavolo per uno senza sentirsi tristi. Anche da sole si può prendere un aperitivo sulla terrazza di un bar di Istanbul guardando il Bosforo. E dirsi che, certo, per mangiare le ostriche sarebbe meglio essere in due, ma in fondo la scelta peggiore è non mangiarle affatto.