Non è ceramica, non è porcellana e non è italiana, ma qui è diventata una forma d’arte. Dalla tradizione di Vietri e Caltagirone all’innovazione. Perché le maioliche non sono solo memoria e tradizione, ma anche cultura e tendenza, grazie al design contemporaneo.
Un capitolo importante del design italiano è dedicato alle maioliche. Più di una tecnica ceramica, ha rappresentato nel tempo una forma d’arte su cui artigiani (prima) e designer (dopo) hanno sperimentato per creare un vero e proprio lessico creativo destinato alla decorazione d’interni. Peculiare per disegni, trame, colori, lucentezza, è diventata simbolo dello stile mediterraneo, vivace e fortemente espressivo. Nata in tempi antichi e grazie a influenze differenti, la maiolica ha conquistato l’Italia, rappresentando il saper fare dei numerosi distretti manufatturieri che costellano la nazione. Capace di evolvere nei secoli, ancora oggi le maioliche mantengono la loro distintiva e autentica matericità, declinata in oggetti e rivestimenti che coniugano tecniche tradizionali e innovazioni contemporanee: tele narrative che attingono dal passato per raccontare con un’identità attuale il nostro patrimonio culturale.
Non è ceramica, non è porcellana
Spesso si tende a confondere maioliche, ceramiche, porcellane. La maiolica altro non è che una ceramica smaltata di un bianco opaco (derivante dall’ossido di stagno), decorata e sottoposta quindi a una seconda cottura (che la rende così impermeabile). Pattern geometrici, floreali, astratti o figurativi: sono proprio questi decori realizzati a mano e ipercolorati, fra accenti blu cobalto, giallo acceso e verde smeraldo, a trasformare la terracotta in manufatti dal sapore pregiato e ricercato. La bellezza estetica, la lavorazione manuale e la particolare resistenza di questa speciale terracotta ne hanno fatto una superficie versatile e dal fascino senza tempo.
Dall’Oriente all’Italia
Sono notoriamente note le maioliche di Caltagirone o quelle di Vietri, ma in Italia la tradizione ceramica è molto più diffusa di quanto si pensi, e persino antichissima. Eppure, la maiolica non è nata in Italia: qui è stata ampiamente coltivata e sviluppata come espressione artistica e progettuale, dai risvolti spesso unici. Il suo nome, infatti, deriva dall’isola di Maiorca, uno dei centri più attivi nella commercializzazione delle maioliche provenienti da Valencia e dal mondo islamico durante il Medioevo. È proprio da Oriente e dai paesi islamici che la maiolica si sviluppa come tecnica ceramica invetriata, nel XI secolo, per poi diffondersi anche in Europa e principalmente nel Mediterraneo – si pensi solo al magnifico complesso di Alhambra a Granada. Le prime produzioni in Italia avvengono quindi nella Palermo islamica che diede vita alla fiorente tradizione delle ceramiche di Caltagirone, mentre nel XII secolo si sviluppa una tradizione della maiolica nel centro e nord Italia, fra Toscana, Liguria, Emilia, Marche e Umbria, fino al periodo rinascimentale che vede la massima espressione della maiolica italiana, tra il 1400 e il 1500. È in questo periodo che gli artigiani italiani creano le maioliche istoriate, così definite poiché il decoro occupa l’intera superficie del manufatto, con disegni ispirati tanto alla mitologia quanto alla religione, e con una produzione concentrata principalmente nell’Italia centrale – fra Urbino, a Pesaro, Faenza, Deruta, Gubbio, Casteldurante. La maiolica ebbe enorme successo fino al XVIII secolo, quando fu preferita la porcellana, materia più fine e meno porosa.
In realtà la maiolica non è mai scomparsa. Ha continuato la sua evoluzione artigianale all’interno dei distretti a cui storicamente era associata, e oggi fa ritorno nel design contemporaneo sottoforma di artigianato d’autore. In un panorama progettuale, come quello attuale, dove si dà ampio spazio alla manifattura, alla ricoperta di lavorazioni e tecniche del passato, al legame con il territorio e le sue tradizioni, anche la maiolica si ritaglia quindi il suo spazio per arredare gli interni con uno stile inconfondibile e variopinto. Aziende, designer, artisti ne riscoprono il valore espressivo e culturale declinandolo in rivestimenti e superfici, in complementi d’arredo, in piatti, vasi e oggetti di decorazione. Qualche esempio.
Gio Ponti a Sorrento
Emblema della maiolica italiana moderna è stato il progetto di Gio Ponti per l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento: un mare di bianco, blu e azzurro che porta all’interno il panorama mediterraneo. Negli anni ’60 Ponti creò 33 motivi differenti – linee, cerchi e triangoli ma anche foglie, stelle, lune – per rivestire con un forte accento decorativo le camere e gli spazi comuni al pian terreno. Questa eredità, in equilibrio fra arte e design, è oggi portata avanti da Ceramica Francesco De Maio che ha rieditato tutti i 33 decori nella collezione Blu Ponti, in totale fedeltà degli originali per smalto, cromie e pattern.

Dolce & Gabbana in blu e verde
Il recupero perfetto della tradizione si deve anche a Dolce & Gabbana che ha esaltato i preziosi motivi della maiolica in una collezione moda (Maiolica, appunto) e parallelamente in una linea per la casa. Dopo il Blu Mediterraneo, Verde Maiolica dipinge accessori per il living e la tavola, rivestimenti tessili e parati, con i toni vivaci e le elaborate decorazioni della maiolica siciliana, fra elementi floreali, arabeschi, citazioni della natura.

Rinnovare la memoria
Rappresentano invece delle originali reinterpretazioni la collezione Azulej di Mutina e la collezione Lume di Marazzi. Mutina e Patricia Urquiola ridanno valore alla memoria delle antiche maioliche con un tocco contemporaneo: utilizzando una tecnica di stampa innovativa rendono seriale una manifattura artigianale, mantenendo però la tipica composizione a patchwork che mixa colori e motivi diversi. Il Gruppo Marazzi invece porta l’effetto maiolica nel gres porcellanato: con Lume ripropone l’irregolarità dei mattoncini in maiolica tradizionali, così gli smalti e i colori tipici, riproponendo gli stessi effetti tattili e visivi su una superficie ancora più versatile per uso e destinazione. Mentre nella collezione Amuri (del brand Ragno) omaggia la Sicilia nei suoi decori, attraverso l’ispirazione del cotto lavorato a mano.

Paola Lenti e la maiolica da arredo
Fra passato e presente si colloca poi Paola Lenti, che ha collaborato con l’artista e ceramista Nicolò Morales per creare una serie di collezioni per l’outdoor in cui la maiolica è stata lavorata attentamente in modo artigianale ma con applicazioni più attuali. E così dà vita a dei coffee table (nella collezione Cerchi), a ipnotici piani di tavolini (nella serie Cocci), e persino a un paravento sospeso (si tratta di Bambou, composto da una serie di elementi cilindrici in maiolica). Questo materiale si presta infatti all’uso in esterno, dove aggiunge sfumature di colore cangianti e sempre differenti – la decorazione avviene infatti rigorosamente a mano ed ogni pezzo risulta quindi unico e irripetibile.

Il Festival della Maiolica
E a conferma di questo trend che vuole la maiolica di nuovo protagonista del design contemporaneo, il Festival della Maiolica ne celebra ogni aspetto e ogni sfumatura, passata e presente. Giunto quest’anno alla terza edizione, il festival – che si svolge nella Baia della Ceramica, fra Savona, Albissola Marina, Albisola Superiore e Celle Ligure – dedica tre giorni di eventi, workshop, mostre, laboratori, talk e installazioni all’arte ceramica, raccontando un patrimonio di tradizioni e quanto esse siano ancora vive, capaci di affascinare oggi come in origine.
