Siamo andati nella prima palestra della Capitale per raccontarvi tutto di questa disciplina, inclusi dei miti da sfatare. Perché il crossfit non è solo per “uomini veri”, non ingrossa, e anzi, a Roma lo ha portato proprio una donna.
Il crossfit nella mente di molti è un luogo per uomini veri, invasati con fisici super palestrati, convinti che lo sport sia una religione. Una di quelle discipline poco femminili per il tipo di ambiente, e perché trasforma il fisico rendendolo mascolino. Spoiler, il crossfit non è solo questo, sicuramente popolato da personaggi a volte surreali, ma anche da persone “moderate” e dove si respira un’aria quasi da camerata, dove tutti si aiutano, si incitano a vicenda e si motivano, coltivando spirito di squadra più che competizione. Una scoperta che non mi aspettavo, come di trovare una donna a gestire la prima palestra della capitale.
Provato per voi, a Roma
Il crossfit è approdato in Italia nel 2007 a Milano ma è nato in California nel 1995 grazie a Greg Glassman ed è diventato una disciplina ufficiale nel 2000. Nel mondo ora si contano oltre 13.000 centri e la tendenza sembra in continuo aumento. Ora Glassmann ha fondato MetFix, un’evoluzione della metodologia crossfit, concentrandosi sulla prevenzione e sulla cura di malattie attraverso un’educazione alimentare integrata ad un allenamento fisico. Ma questa è un’altra storia.
Noi siamo stati nella prima sede romana, Crossfit Villa Albani fondato da Simonetta Frollini che, dopo averne frequentati diversi a Miami, dove ha vissuto tanti anni, ha deciso di aprirlo nella sua città. Voleva poter fare quel tipo di workout tornata in patria ma nessuno ancora lo conosceva così si è formata, è diventata coach, e insieme ad altri istruttori diffonde il verbo dal 2012. Non è stato facile: primo in quanto donna (non più giovanissima – anche se vedendola le dareste 20 anni meno), secondo per le innumerevoli burocrazie, molto diverse rispetto all’America. Alla fine ce l’ha fatta.
Ingrossa? No.
Il crossfit, secondo Simonetta, continua ad essere un’intuizione geniale perché unisce tante discipline diverse, ogni giorno in una combinazione differente: è stimolante, vario, una sfida che non finisce mai. In più in poco tempo riesci ad ottenere risultati incredibili che con la sola frequentazione in una palestra ci metteresti anni. Insomma, il crossfit sembra essere stato una rivoluzione nel mondo del fitness, un linguaggio universale che parla di salute, forza e benessere. La paura più grande legata al crossfit, dopo la fatica che c’è, ed è anche tanta, e l’impatto che può avere sul corpo. Ingrossa? Questa è certamente la domanda più gettonata. C’è chi sicuramente insegue la crescita muscolare e la tartaruga visibile attraverso la t-shirt ma c’è anche chi vuole tonificare, muoversi e divertirsi, perché no. La musica c’è – potrebbe essere anche troppo alta per qualcuno, e ci si allena in gruppo.
1 ora di Workout Of The Day
Il crossfit è un allenamento ad alta intensità che mixa tante discipline diverse: sollevamento pesi, ginnastica, cardio ed esercizi come piegamenti, corsa, salti e verticali – ovviamente per i più pro. Come tutta l’attività sportiva l’obiettivo è migliorare la forma fisica generale, qui però c’è con un focus sull’aumento della forza, della massa muscolare e della resistenza. La coordinazione non manca perché ci si sposta tra il tappetino – per il corpo libero e le flessioni, gli attrezzi – per le trazioni con i pesi, e i macchinari come il vogatore e la bike. Si prenota una classe, ci sono degli orari stabiliti pubblicati sul sito, i gruppi sono di massimo 15 persone, tutte rigorosamente guidate da un coach che seguirà il WOD – Workout Of The Day, scritto tutte le mattine sulla lavagna; vicino a questa non manca mai il timer che scandisce il tempo di durata delle ripetizioni. La lezione dura 1 ora circa, si comincia con 10 minuti di riscaldamento e mobilità articolare, fondamentale per non farsi male, poi si passa ad un lavoro più o meno intenso a seconda del livello della classe di circa 30-40 minuti e si conclude con 10 minuti di stretching e defaticamento finali.
Squat, pesi e salti. A tempo.
Gli allenamenti sono caratterizzati da circuiti dove i movimenti sono svolti a ritmo elevato e andando a scalare il numero di ripetizioni. Gli esercizi sono tantissimi e se li volete scoprire tutti c’è da studiare; tra i più conosciuti e i più singolari vi segnalo gli squat, ovvero dei piegamenti delle ginocchia e delle anche come se ci stessimo per sedere su una sedia, però con aggiunta di bilanciere sulle spalle, anche con carichi mortali. Ammetto che personalmente mi gasano molto i burpees, l’unione di un piegamento sulle gambe e una flessione sulle braccia con un salto verticale da perdere il fiato, ma anche il wall ball non è male, cioè il lancio di una palla medica contro una parete, a un’altezza di almeno 3 metri. Non ho avuto l’ardire di provare l’hand stand push up che prevede un piegamento sulle braccia mentre si è in posizione di verticale, a testa in giù. Ci sono poi diverse combinazioni come per esempio l’Every Minute On the Minute, dove si esegue un workout per un minuto con pari tempo di recupero oppure il For Time nel quale si cerca di completare un certo numero di ripetizioni nel minor tempo possibile.
Si pratica nel box, che è quasi un garage
La palestra si chiama box perché inizialmente i luoghi dove ci si allenava in America non erano delle vere e proprie palestre, ma qualcosa di molto più simile a dei garage. Non aspettatevi quindi un’ambiente fighetto: ci sono quasi sempre dei murales sulle pareti, musica trap o tecno a decibel illegali necessaria però a dare la carica giusta. Spesso lo spazio è diviso in una parte a livello strada e uno sotto terra, infatti l’aria condizionata è sempre accesa e a massima potenza per far girare l’aria – e credetemi, serve. Occhio quindi se soffrite di cervicale come me, è d’obbligo la felpa con il cappuccio; qui come avete capito l’estetica conta poco, infatti non si vedono completini coordinati, si pensa solo a spingere.
Uno sport per tutti
Tutti. Sembra impossibile ma è così perché, soprattutto se si è sotto la guida di un allenatore esperto, si possono modificare le serie in base alle proprie possibilità. Tutti i circuiti proposti sulla lavagna possono essere scalabili, infatti un nuovo partecipante e un veterano di crossfit possono completare lo stesso allenamento variando il carico e l’intensità degli esercizi. Volendo ci si può allenare anche da soli ma ho capito che il bello per i crossfitters è spaccarsi tutti insieme, quindi se siete dei tipi solitari che cercano la calma forse non fa per voi.
Dai 100 ai 15€ a ingresso
Tutti i box hanno l’abbonamento mensile con un costo che varia dai 60 ai 100 euro, dipende se open o no. Si possono anche fare ingressi singoli intorno ai 15 euro.