Il Gyrotonic unisce elementi di ballo, yoga, nuoto e tai chi. Un mix insolito di movimenti che danno una sensazione di estrema leggerezza: sembra davvero di nuotare nell’aria. Siamo andati nel primo spazio a Milano specializzato in questa disciplina a provarlo per voi. E ci è piaciuto
Il Gyrotonic è una novità in Italia, per ora non ha ancora spopolato ma è solo questione di tempo. Ha un focus particolare sulla mobilità della colonna vertebrale, è la soluzione per recuperare l’agilità e la mobilità del nostro corpo così da ricentrarsi. Siamo tutti seduti ad una scrivania troppe ore, chini sui cellulari e abbiamo una postura sicuramente errata. Lo scopo del gyrotonic è acquisire flessibilità, forza e coordinazione, ma non solo: può contribuire a ridurre lo stress e migliorare il benessere generale grazie alla sua natura rilassante e alla sua attenzione rivolta alla respirazione. Chi non ne ha bisogno alzi la mano.
Esercizi tridimensionali
Il punto di partenza del Gyrotonic è la riabilitazione, lo stesso del pilates. Negli anni ‘70 Juliu Horvath, un ballerino professionista ungherese che aveva subito diversi infortuni, cerca un nuovo approccio per recuperare e tornare a danzare: crea il Gyrotonic®, un metodo unico che unisce elementi di ballo, yoga, nuoto e tai chi. Un mix insolito di movimenti che danno una sensazione di estrema leggerezza: sembra davvero di nuotare nell’aria.
Gli esercizi sono tridimensionali ovvero sono movimenti circolari ritmici e armonici, eseguiti uno dopo l’altro in sequenze, così da consentire alle articolazioni di sciogliersi liberamente, senza compressioni. Immaginatevi di espandere il vostro corpo in tutte le direzioni, verso l’alto e in orizzontale, il tutto in modo naturale come se stesse fluttuando nell’acqua. Stimola anche il sistema nervoso e linfatico, stimolando la capacità cardiovascolare e la circolazione sanguigna. Si lavora ma senza fare troppa fatica e i muscoli si tonificano perché il macchinario può essere caricato con più o meno pesi qualora si volesse rendere il workout più tosto. Per farlo si utilizza infatti un macchinario bizzarro, con ganci, maniglie e carrelli: il Gyrotonic si pratica grazie all’utilizzo di attrezzi che guidano il corpo in movenze fluide e controllate (esiste anche il Gyrokinesis®, il fratello minore, stesso concetto e gli stessi benefici ma senza l’ausilio di macchinari).
Come si pratica
Il corpo diventa un tutt’uno con la macchina. La più utilizzata è la Pulley Tower, una struttura composta da una torre con un sistema di carrucole e pesi, più una panca mobile sulla quale si può stare seduti o sdraiati. Si è sempre guidati da un’insegnante che, con attenzione, corregge la postura e il flow nei minimi dettagli. Altre macchine, tutte sempre costruite in legno, sono la Jumping Stretching Board, per esercizi a terra e in piedi, e la Leg Extension Unit, per un allenamento specifico delle gambe (con quest’ultima sembra un po’ di fare sci di fondo!).
Dove si pratica
In centri yoga che, oltre a proporre molteplici varianti di pratiche, hanno spesso una sala con macchinari dedicati anche al Gyrotonic. Sono consigliate all’inizio delle lezioni singole, soprattutto se ci sono particolari problemi di mobilità, anche se le classi di gruppo comunque non superano mai i cinque partecipanti.
Chi lo può fare?
Gyrotonic è adatto davvero a tutti, anche per chi è alla ricerca di un diverso approccio alla riabilitazione magari da integrare al classico osteopata o fisioterapista. Naturalmente si possono adattare gli esercizi alla propria condizione fisica e alle proprie esigenze, quindi non importa né l’età né la forma fisica.
Costo
Le lezioni di gruppo si aggirano intorno ai 40 euro, la singola 70 e di coppia 100.
Dove lo abbiamo provato a Milano
A Milano ha aperto un centro dedicato al benessere, il primo spazio a Milano specializzato in questa disciplina. The Garden è la creatura di Flavia Abbadessa, ballerina professionista di danza classica e insegnante certificata di Gyrotonic. Dopo aver calcato molti palchi di tutto il mondo, nel 2013 lo scopre purtroppo in seguito ad una lesione al menisco e riesce a rimettersi completamente grazie a questo allenamento. Dopo 5 anni decide di aprire The Garden a Madrid con l’obiettivo di espandere il progetto in Europa. Nel 2025 arriva in Italia e lo spazio che ha scelto è davvero unico e scenografico: un lucernario di 30 mq sovrasta un open space che diffonde una luce naturale in tutto l’ambiente. Quando ti alleni in un luogo come questo ti viene subito voglia di prenotare la lezione successiva.
Quando avete finito la vostra lezione, per rigenerarvi totalmente, si può passare da The Seed, sempre all’interno di The Garden, per godersi un matcha, uno specialty coffee o fermarsi anche per un pranzo veloce ma bilanciato. Lo spazio è anche un coworking che si può affittare a ore o a giornata.