Cemento armato, vetro, acciaio, vista lago. Un tour, a Como, piccola capitale italiana del razionalismo fra mercati rionali, monumenti, trampolini e persino uno stadio – il più bello del mondo. 

Lake Como è la destinazione favorita di molti stranieri che atterrano a Malpensa e puntano dritto verso il lago più famoso d’Italia, d’Europa, forse del mondo. Cercano paesaggi romantici e l’ideale un po’ stereotipato di Dolce Vita. Ma Como, città, è molto altro: una piccola capitale del razionalismo a cui dedichiamo quindi un tour inconsueto in pieno centro a 100 anni dalla firma del manifesto.

1920-1940 a Milano, Como, Roma

«Nel secolo breve, per citare lo storico britannico Eric Hobsbawm, in Italia si è sviluppato un movimento architettonico brevissimo: il razionalismo. È durato, grosso modo, dagli anni Venti del secolo scorso, al 1940; ma ha realizzato un importante rinnovamento e notevoli capolavori, e improntato di sé numerosi edifici. Alcuni, addirittura fin dopo il 1970: cioè poco più di mezzo secolo fa. Ha esordito in tre città, le «piccole capitali» in cui operavano i suoi fondatori e i maggiori esponenti: Milano, dove sorge il loro gruppo e dove viveva Giuseppe Pagano; Como, perché il più celebre di tutti, Giuseppe Terragni, vi ha svolto i 13 anni della professione; e Roma, dove aveva concluso gli studi il trentino Adalberto Libera. Poi, però, la nuova architettura ha avuto anche numerosi altri adepti, e si è diffusa in tutto il paese: perfino in qualche luogo tra i meno sospettabili, si trovano edifici che si rifanno ai suoi dettami. La città ideale del razionalismo ripercorre il cardo e il decumano della romanità» scrive Fabio Isman nel primo capitolo del volume Andare per l’Italia razionalista (Il Mulino edizioni). Il movimento, ispirato alla logica e alla razionalità, è un inedito in architettura e deriva direttamente dalle esperienze tedesche della Bauhaus e si ispira alle opere di Ludwig Mies van der Rohe, Walter Gropius e Le Corbusier: nuovi materiali per le strutture, come l’acciaio o il cemento armato, la forma di un edificio che scaturisce dalla sua funzione e, al contrario delle realizzazioni precedenti, abolisce ogni decorazione, ritenuta superflua.

1926: nasce il razionalismo italiano

Nel 1926, il razionalismo italiano nasce ufficialmente a Milano con la fondazione del Gruppo 7. Sette giovani architetti neolaureati al Politecnico pubblicano sulla rivista Rassegna Italiana il loro manifesto, fra loro l’architetto comasco Giuseppe Terragni. «Lo “spirito nuovo” del tempo, come da subito lo chiamano i nuovi architetti, investe, in quel periodo, l’intera Europa e riguarda simultaneamente ogni forma dell’espressione, e tutte le arti, per un generale “ritorno all’ordine” che ben è rappresentato da Giorgio de Chirico e dalle sue Piazze disadorne e dalle linee essenziali: metafisiche, ma anche razionaliste – scrive Isman – La società rurale e agricola si stava trasformando e si avviava verso un nuovo destino manifatturiero, e di conseguenza anche architettonico. Da noi il cambiamento è arrivato almeno una decina d’anni più tardi, rispetto alle prime, dirompenti esperienze nell’Europa più a nord, ma ha regalato opere divenute talora iconiche», soppiantato velocemente poi dall’architettura di regime, più enfatica del Ventennio fascista (da non confondere). Lo si è considerato per anni brutto, un po’ come succederà poco dopo con il brutalismo – riscoperto grazie al film The Brutalist (di Brutalia ne abbiamo scritto qui). Ora è la volta di guardare il razionalismo con occhi nuovi ed ecco un itinerario del razionalismo nostrano a Como, capitale indiscussa di questo movimento, realizzato grazie al volume di Fabio Isman di cui consigliamo la lettura e all’itinerario sul razionalismo della città di Como fra Beni dei Cuore FAI e mercati rionali.

Riscoprire Giuseppe Terragni

Giuseppe Terragni, firmatario del manifesto sul razionalismo italiano, viene studiato in tutto il mondo, da noi è quasi sconosciuto fra i non addetti ai lavori ( e seppure siano state annunciate delle mostre per commemorarlo in occasione del centenario fra 2026 e 2027, ancora tutto tace). Nel 1927 ad appena 23 anni apre a Como lo studio che terrà per tutta la sua breve esistenza di enfant prodige e qui pensa e realizza cinque edifici pubblici, tre ville, otto palazzi per appartamenti e un piano regolatore per la sua città – oltre che influenzare in modo radicale l’architettura di quell’epoca. Sue tre architetture iconiche, il monumento ai Caduti in centro, ma Como ha un intero Quartiere Razionalista compreso tra viale Puecher e viale Sinigaglia che include il Novocomum, Casa Giuliani Frigerio, ultimo edificio realizzato da Terragni tra il 1939/1940, e poi lungo una splendida passeggiata vista il lago gli impianti sportivi e per il tempo libero come lo stadio, l’Idroscalo (1930), lo Yacht Club (1931). Ma a Como anche il mercato rionale è una tappa immancabile .

Novocomum

Como capitale del razionalismo. Un tour per celebrare i 100 anni dalla fondazione del movimento

Del Novocomum, realizzato per una società di Olgiate Comasco che nel 1927 vuole un edificio per appartamenti da locare pubblicherà dei finti progetti neoclassici per poi far scoppiare lo scandalo dopo la rimozione delle impalcature: nonostante le polemiche una commissione presieduta da Portaluppi sancì (per fortuna) che l’opera non danneggiava il decoro del luogo.Per la forma, fin dall’inizio l’edificio è detto «il transatlantico», e rilegge l’immagine tradizionale dell’edilizia urbana d’allora (è abitata, ci fanno delle visite guidate).

Casa del fascio

Como capitale del razionalismo. Un tour per celebrare i 100 anni dalla fondazione del movimento

L’opera più iconica è la Casa del fascio, pietra miliare dell’architettura moderna europea e l’opera più discussa e affascinante di questo secolo, secondo gli esperti. L’idea risale al 1928 ma lo si voleva tradizionale e quando nel 1932 l’architetto ne disegna invece la soluzione definitiva, un quadrilatero di 33 metri di base e alto la metà, in vetrocemento, non viene apprezzata. Inaugurata nel 1936, Mussolini però non ci andò mai, troppo poco imperiale (è visitabile solo esternamente perché sede della Guardia di Finanza che ogni tanto la apre per eventi speciali).

Asilo Sant’Elia

Como capitale del razionalismo. Un tour per celebrare i 100 anni dalla fondazione del movimento

Terza opera l’Asilo Sant’Elia, progettato gratuitamente in un quartiere operaio sorto dal 1914. La pianta è a U: un solo piano, un cortile centrale e un giardino. Quattro aule, refettorio e cucina, i servizi per 200 bambini. L’edificio è chiuso ma è un Luogo del Cuore FAI e ogni tanto viene aperto dai volontari e da chi ancora ricorda quei corridoi. 

Monumento ai caduti di Como 

Como capitale del razionalismo. Un tour per celebrare i 100 anni dalla fondazione del movimento

Sorge ai giardini pubblici, in riva al lago, di fianco al Tempio Voltiano ed è un’imponente torre, alta 30 metri, ispirata a uno schizzo o dipinto nel 1914 dal futurista Antonio Sant’Elia, uno dei più illustri caduti comaschi della Grande Guerra appunto ricordati dal monumento. A cantiere aperto viene coinvolto Terragni che  elimina le decorazioni e lo riveste completamente di pietra di Aurisina e Reppen. 

Canottieri Lario 

Como capitale del razionalismo. Un tour per celebrare i 100 anni dalla fondazione del movimento

La Canottieri Lario è stata realizzata nel 1931 dall’ingegner Gianni Mantero, un edificio austero ed essenziale con un imponente trampolino in cemento armato a sbalzo sul lago simboli razionalisti della città. Qui ogni anni si fanno corsi di avviamento al remo, ma si può fare il bagno nella piscina pensile rifugio e sfogo dei soci nei mesi più caldi, o prendere il sole sulla enorme terrazza adibita a solarium – ma è solo per i soci. Il ristorante è aperto a tutti invece, serve cucina mediterranea rivisitata ma il bar permette di bere un cocktail o un calice con un toast. 

Stadio Giuseppe Sinigaglia

Como capitale del razionalismo. Un tour per celebrare i 100 anni dalla fondazione del movimento

Lo stadio è del 1926 su progetto dell’architetto Giovanni Greppi, uno dei più belli vista acqua del mondo, secondo il famoso giornalista sportivo italiano Gianni Brera “il più bello del mondo” (chi ama San Siro, come noi, dubiterebbero – ne abbiamo scritto qui). Ora lo stanno ristrutturando ma la facciata razionalista e la posizione non cambiano. Il motivo? Il Como 1907 oggi milita in serie A perchè nel 2019 è stata acquisita dala società britannica SENT Entertainment, che fa capo ai miliardari indonesiani Robert e Michael Hartono, che fra merchandising ed esperienze sta trasformando il club in un brand lifestyle, legandosi indissolubilmente al trend in crescita del turismo sul Lago di Como. Si trova ad un passo dall’edificio Novocomum e dalla Canottieri Lario. 

Yacht Club Como

Como capitale del razionalismo. Un tour per celebrare i 100 anni dalla fondazione del movimento

Lo Yacht Club Como M.I.La. – C.V.C. custodisce e tramanda l’eredità delle due storiche associazioni sportive nate a Como nel lontano 1932 ed il primo a dare il via alla prima scuola di vela in Italia, nel 1950. Razionalista con influenze déco sorge nel cuore dell’area dedicata agli sport acquatici e agli idrovolanti ed è accessibile al pubblico non associato durante eventi, per i clienti del ristorante e per chi compra i pacchetti Hospitality del Como 1907. 

Mercato coperto

Como capitale del razionalismo. Un tour per celebrare i 100 anni dalla fondazione del movimento

Esempio interessante di architettura razionalista italiana del dopoguerra progettato dall’architetto Luigi Vietti nel 1951 e inaugurato nel 1955, con l’intento di sostituire le vecchie strutture cittadine e dare alla città un edificio funzionale, moderno e in linea con l’urbanistica che stava trasformando Como in quegli anni. Cemento armato a vista, grandi superfici in vetrocemento come la torre cilindrica che segnava l’ingresso principale e veicolava l’idea di trasparenza e modernità. Dopo anni di restauro è di nuovo aperto e si parla di programmi culturali e di animazione. 

Fontana di Camerlata

Como capitale del razionalismo. Un tour per celebrare i 100 anni dalla fondazione del movimento

La fontana di Camerlata è una fontana monumentale che prende il nome dal Piazzale Camerlata, all’ingresso della città e del quartiere omonimo. Opera del 1936 dall’architetto Cesare Cattaneo e dal pittore astrattista Mario Radice. È una delle opere simbolo della città e rappresenta un importante esempio dell’architettura e dell’arte modernista degli anni ’30.

Pinacoteca Civica

Inaugurata nel 1989 nel seicentesco Palazzo Volpi, la Pinacoteca conserva  le opere pittoriche e scultoree dal medioevo arriva sino al contemporaneo. A tema razionalismo, i disegni dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia e alcune delle opere più significative del Gruppo Como, gli astrattisti comaschi del Novecento.