Chi ama viaggiare sa che spesso i primi grandi viaggi si sono fatti tra le pagine. Ecco quali leggere e quali comprare, da riempire con le proprie parole.

Scrivere appunti di viaggio è un modo personale e creativo per raccontare un’esperienza vissuta, per fissarla, per memorizzarla e anche, se intensa, per non esserne travolti. Note buttate giù in attesa di essere riordinate una volta rientrati oppure percorsi meticolosamente descritti già alla prima stesura rivelano parecchio del nostro modo di essere, così come la scelta degli strumenti. 

C’è chi sogna di fare il travel blogger, chi scrivere guide o romanzi: quali sono le tecniche di scrittura, quali i “sacri” testi e qual è la differenza fra scrivere per sé e per gli altri? Su che mezzi? La letteratura di viaggio è infinita così come le possibilità espressive. E per chi vuole saperne di più c’è il corso Travel Writing della Holden. Preparate il taccuino e ascoltatevi per vivere le emozioni, documentarsi sul contesto e aver voglia di condividere. 

Lo strumento: il ritorno alla carta

Un grande classico sono le Moleskine, anche nella versione più dedicata: Travel Journal e City Notebooks, l’hanno usata illustri predecessori come Chatwin, Hemingway, Van Gogh; i maniaci dell’organizzazione scelgono i Leuchtturm1917 più strutturati, i più estrosi i Midori Travel Notebook, giapponesi, che permettono di togliere e aggiungere perché rilegati ad elastico, hanno copertina in vera pelle e la capacità di ospitare mappe, biglietti, illustrazioni, infine come non citare i Field Notes con la loro elegante estetica vintage. Scrivere di viaggio è come la pratica del journaling, ma finalizzato al raccolto di un’esperienza e di un luogo. Si può scrivere per sé, coltivando il proposito di ritornare negli stessi luoghi, o per gli altri: per stupirli, affascinarli, trascinarli virtualmente con sé, lasciarli a bocca aperta oppure, semplicemente, guidarli, condividendo indirizzi, scoperte e piccoli segreti. 

Moleskine

Il taccuino che vi permette di catturare e registrare le cose che contano di più per voi. Un quaderno di viaggio pieno di informazioni pratiche e sezioni strutturate che fungono da spunti a documentare ciò che si ama. Il  taccuino Passion diventerà un archivio personale per i vostri ricordi preferiti e per i momenti più cari.

Se lo facciamo per noi o per gli altri, cambia naturalmente il tono, ma in ogni caso sarebbe meglio scegliere un criterio che può essere cronologico, giorno per giorno, tappa per tappa oppure di contenuto: cibo, luoghi, curiosità o ancora per posti: città, quartieri, spiagge.

Cosa leggere, per ispirarsi 

Importante (e utile) leggere: la letteratura di viaggio è infinita, quasi come le mete. Si va dagli esploratori come Marco Polo e Cristoforo Colombo a Goldoni e Edmondo De Amicis, da Goethe a Montesquie, da Stendhal a Mary Shelley, da George Simenon a Kerouac, da Tiziano Terzani a Claudio Magris. Racconti che portano lontano o anche solo dietro l’angolo, ma abituano all’osservazione e che hanno generato intere collane editoriali: Passaggi di Feltrinelli, Biblioteca del viaggio di Guanda, Storie di viaggi di Ediciclo, Orme di Laterza, Viaggi di EDT (l’editore italiano delle guide Lonely Planet), Lo specchio del mondo di Rizzoli, Oceani di Iperborea per citarne solo alcune.

Il corso, a settembre 

Per chi volesse affinare la propria abitudine di annotare, semplicemente per imparare o per aspirare a una professione legata al mondo del viaggio, c’è il corso in streaming ‘Travel Writing’ della Scuola Holden che va sempre sold out (il prossimo si terrà dal 26 settembre al 21 novembre), frequentato da persone di tutte le età che spesso restano in contatto fra loro.

«Chi ama viaggiare sa che spesso i primi grandi viaggi si sono fatti tra le pagine dei libri, senza muoversi da casa. Questo è un corso dedicato a chi ama stare in movimento, con la testa prima che con il corpo. Una guida pratica all’uso della Moleskine per mettere l’esperienza su carta in presa diretta, sfruttando tutti i cinque sensi e riportando ogni dettaglio».

Ideato e tenuto da Alessio Romano, autore di tanti libri tra cui “D’amore e baccalà” su l’amatissima Lisbona, il corso inizia con una parte teorica che analizza i testi cercando di decifrare i meccanismi per arrivare ai laboratori: oltre alle letture, spesso collettive, si fanno delle esercitazioni che vengono corrette insieme, per imparare gli uni dagli altri. Il programma prevede poi l’analisi della scrittura dettata dai cinque sensi. Partendo dal libro incompiuto di Italo Calvino “Sotto il sole giaguaro” in cui ne analizza tre (olfatto, gusto, udito), si approfondisce l’arte della sensazione-descrizione arrivando alle nozioni tecniche del dialogo, della punteggiatura, del linguaggio della carta e dei social e alla differenza fra scrivere durante e dopo il ritorno a casa, in modo che gli appunti si strutturino e diventino narrazione, una sorta di esplorazione. Il costo? 350€ per 8 lezioni serali in streaming.

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