Al ritorno da viaggi e vacanze, i segni rimasti sulle sneakers diventano, loro malgrado, un souvenir. Prima di rimetterle nell’armadio, bisogna capire come pulirle bene senza rovinarle. Per la nostra guida, ci siamo affidati a chi della pulizia ha fatto il proprio mestiere e ai brand che hanno messo a punto metodi specifici per prendersi cura e far durare più a lungo le nostre vere compagne di viaggio.
Settembre ci riporta alla nostra quotidianità e anche davanti alle sneakers che ci hanno accompagnato ovunque, costringendoci a fare i conti con il lato meno romantico delle nostre ferie e con una domanda quasi inevitabile: come lavarle senza rovinarle? Lo sappiamo, la tentazione, e forse anche la convinzione più diffusa, è metterle direttamente in lavatrice. Una soluzione che non è necessariamente sbagliata, ma che non funziona in tutti i casi. Ecco allora come fare.
Aspettare che lo sporco si asciughi
Sembra controintuitivo, ma se il souvenir delle vacanze è soprattutto fango, non bisogna precipitarsi sotto il rubinetto. Nike consiglia di lasciare prima asciugare completamente le scarpe e farle arieggiare: una volta secca, gran parte della terra può essere eliminata con uno spazzolino da denti o una spazzola a setole morbide, insistendo maggiormente sulla suola e procedendo invece con delicatezza sulla tomaia. Solo a questo punto si passa all’acqua. Per lo sporco rimasto nelle scanalature della suola, sempre Nike suggerisce una pasta ottenuta con tre parti di bicarbonato e una di acqua; per la tomaia, invece, acqua e sapone neutro o detersivo liquido per bucato ben diluito. Prima di procedere sull’intera scarpa è sempre meglio fare una prova in una zona poco visibile, accorgimento raccomandato anche da Superga per evitare alterazioni di colore e materiale.
Smontare il più possibile
Prima di iniziare, meglio togliere tutto quello che si può togliere. Lacci e solette vanno puliti separatamente: Nike consiglia di lavare i primi a mano con una soluzione detergente delicata oppure, quando possibile, in lavatrice all’interno di un sacchetto a rete. Le solette rimovibili possono invece essere spazzolate con la stessa soluzione usata per le scarpe, risciacquate e lasciate asciugare per diverse ore prima di essere reinserite. È un piccolo passaggio che permette non soltanto di arrivare nei punti normalmente nascosti, ma anche di favorire la successiva asciugatura.
Cotone, pelle o camoscio?
Per il lavaggio, purtroppo, non esiste una soluzione universale perché materiali, colle, strutture e finiture possono reagire in modo molto diverso all’acqua e alle sollecitazioni del cestello. Miele stessa, nel presentare il suo sistema innovativo dedicato alle sneakers, raccomanda di verificare prima che i materiali siano compatibili con il lavaggio in lavatrice e di controllare le temperature. Superga, al contrario, per le proprie calzature sconsiglia espressamente sia lavatrice sia asciugatrice. Per le sue sneakers in cotone, Superga indica un panno morbido inumidito con acqua tiepida e detergente delicato, da passare con movimenti circolari. Per pelle e materiali sintetici, la regola è simile ma con ancora meno acqua, evitando di saturare il materiale. Il camoscio, invece, richiede una spazzola specifica e niente acqua, che potrebbe modificarne le caratteristiche. Anche la gomma merita un trattamento separato. Nel caso della caratteristica fascia bianca delle Superga, il consiglio è proteggere prima il tessuto e lavorare soltanto sulla gomma con un vecchio spazzolino immerso in acqua e detergente sgrassante, per poi eliminare i residui con un panno umido.
E la lavatrice?
Dipende. Se il produttore della scarpa la consente, il problema diventa soprattutto proteggerla dagli urti e scegliere un lavaggio delicato. È proprio rispondendo a questa esigenza che Miele ha progettato un sacchetto a tre strati con due scomparti separati per limitare gli impatti tra le scarpe e ridurne la deformazione, uno spazio dedicato ai lacci e inserti in microfibra pensati per agire sulla zona tra suola e tomaia. Le SneakerTabs abbinate sono formulate per rimuovere a 30 °C proprio sporchi come terra ed erba. Per le altre rimangono spazzola, panno e un po’ di pazienza.
L’asciugatrice no
Su questo le indicazioni diventano molto più concordi. Nike raccomanda di lasciare asciugare separatamente scarpe, lacci e solette all’aria, considerando almeno otto ore per la maggior parte delle calzature. Superga suggerisce un ambiente ben ventilato, lontano dal sole e dalle fonti dirette di calore, che potrebbero modificare forma e colore, inserendo eventualmente un panno arrotolato all’interno per mantenere la struttura e favorire l’asciugatura. Quindi niente termosifone, phon ad alta temperatura o scarpe abbandonate sotto il sole di settembre nella speranza di accelerare il processo.