Da bambina che creava vestiti per le sue Barbie al ruolo di direttrice creativa, passando per i social. Chiara Baratello, una delle cover girl di foster 4
Chiara Baratello, originaria del Lido di Venezia e trasferitasi a Milano per studiare fashion design, è appassionata di moda fin da bambina. Questo amore oggi è diventato il suo lavoro, si occupa di styling, art direction ed è direttrice creativa del brand House of Babu, un brand di scarpe da donna giovanissimo, fondato da tre ragazzi e che trae ispirazione dalle classiche babbucce marocchine, con cui Chiara ha iniziato a collaborare, sperimentando e divertendosi come solo chi ha una passione vera riesce a fare. Una favola? Una storia vera che Chiara ci ha raccontato in occasione dello shooting della cover di foster 4.
Chiara Baratello, più che una passione
Una passione che, come dice lei stessa, le è stata trasmessa dalla madre «anche mia madre ha una forte creatività che esprime in varie maniere; si è sempre fatta i vestiti da sola, e ha sempre lavorato con le perline, creando gioielli» e che anche Chiara ha coltivato nel tempo. Oggi con il suo lavoro dedica parte del suo tempo alla ricerca di capi vintage o di immagini da utilizzare come riferimenti nei suoi moodboard.

Ma come questa bambina e poi giovane donna con la passione per la moda è diventata fashion designer e, forse inaspettatamente e senza una reale intenzione, content creator e influencer di moda? Dopo la laurea in fashion design, per cui venne anche selezionata con la sua collezione per una sfilata in Cina, Chiara si è trovata a vivere un momento di “crisi”: «ero molto attratta anche dalla grafica, quindi ho detto che faccio? Mi sono iscritta a un master in styling in Marangoni e poi ho iniziato a illustrare le immagini, facevo le foto e le illustravo, disegnavo con il dito direttamente sul telefono. Postavo queste immagini su Instagram ed hanno iniziato ad avere un certo successo».
Babbucce comode e irriverenti
E l’elemento di distinzione è stata la prima ricerca su cui ha puntato anche per Babu, il brand di calzature di cui è direttrice artistica. A partire dalla selezione dei materiali e dei colori, ma con in testa l’idea che la babbuccia da loro creata per essere la perfetta scarpa da tutti i giorni , «Perché non si tratta solo di una scarpa ma della scarpa da portarsi sempre dietro, quella che si ha sempre di riserva, quando esco dal lavoro e ho mal di piedi perché ho i tacchi, quella che se vado a un matrimonio e voglio una scarpa più comoda indosso e sta bene sempre, insomma, una scarpa con un’identità ma anche molto pratica». Rosa, dalla texture confortante, le indossa anche nella foto di copertina.
The September Issue. Saper scegliere per creare uno stile personale, conoscendo la moda ma senza seguirla. Il quarto numero di foster è dedicato alle donne come noi, a tutto ciò che è prezioso, come l’arte, un giorno libero, un viaggio.