La governante non è solo una professione, ma una figura che agisce dietro le quinte perché tutto sia al massimo livello di eccellenza. Parola di chi offre un’ospitalità “come a casa”, e di chi la governante la fa da anni.
Camere curate in ogni singolo dettaglio, profumate, pulite, ambienti con servizi dedicati e con piccole attenzioni che ci fanno sentire accolti e “coccolati”. Quando tutte queste cose funzionano e vengono notate, quando tutto ha un preciso posto e scopo, persone comprese, è perché qualcuno le ha pensate e messe in atto, e quel qualcuno con molta probabilità e dai tempi passati è la governante.
Quello della governante è un ruolo che opera in diversi settori, da quello domestico all’alberghiero ma anche nelle strutture termali, ovunque ci sia bisogno di una persona la cui missione è fare in modo che ogni cosa sia al posto giusto, nel momento giusto e fatta in modo impeccabile. Se nell’800 le donne che svolgevano questa professione erano al secondo o terzo posto della scala gerarchica del personale di servizio delle dimore nobiliari, subito dopo il maggiordomo, capo dei servi di sesso maschile a cui erano affidate anche le chiavi della cantina e dell’argenteria di casa, e l’eventuale – ma non sempre presente – steward, una sorta di sovrintendente, di consigliere del padrone di casa, oggi il mestiere è un’altra cosa. La si svolge in case private che necessitano di una certa organizzazione, o negli hotel che vogliono regalare un’esperienza di servizio superiore ai propri ospiti.
Dal medioevo a oggi, senza crisi
Il ruolo della governante ha radici molto antiche e risale all’epoca medievale quando, nelle dimore delle famiglie benestanti del tempo, era presente questa figura di riferimento nella gestione e supervisione del lavoro domestico. Donne che avevano la piena fiducia dei padroni di casa e che venivano scelte per le loro caratteristiche, come una buona abilità nel tenere l’ordine, l’attenzione alla pulizia e una buona capacità di problem solving.
Passando al periodo rinascimentale, poi, la figura della governante divenne ancora più centrale e qualificata, assumendo un ruolo più definito e strutturato, come il coordinamento dell’intero personale domestico delle grandi case nobiliari, soprattutto francesi, inglesi e italiane, la supervisione della tenuta e dell’ordine delle camere, sia in termini di pulizia che di organizzazione e ordine. Ma assunsero anche il ruolo gestionale dell’approvvigionamento di tutto ciò che poteva servire all’interno della dimora in cui prestavano servizio, dai beni di prima necessità a tutto ciò che sapevano potesse servire ai padroni.
E fino ad occuparsi anche della cucina e della cura dei bambini, cosa che avveniva soprattutto in Italia nelle famiglie aristocratiche del Rinascimento (come accade per esempio per la figura della balia nell’opera di Shakespeare, Romeo e Giulietta, che pur non ricoprendo esattamente il ruolo delle governante classica, aveva una funzione molto simile, oltre a quella di nutrice di Giulietta).
Nell’800 la governante era a capo della servitù di sesso femminile, occupandosi di tutti i compiti che le venivavo delegati dalla padrona di casa: forniture, ordini ai commercianti, gestione delle spese della casa, controllo di ogni singolo aspetto legato alla servitù, manutenzione della biancheria, gestione della dispensa, preparazione di caffè o tè per i padroni ed eventuali ospiti. Oltre ad avere la gestione della chiavi, l’unica persona che poteva averle e che le portava sempre con sé, avendo quindi accesso a ogni locale.
Per dare un’idea di quello che faceva un tempo la governante, si può fare riferimento a una serie tv di grandissimo successo, Downton Abbey, e in particolare al ruolo di Elsie May Hughes, la governante capo e responsabile delle domestiche. Una figura che, più o meno, insieme al marito Charles Carson, gestisce l’intero ramo della servitù della grande casa.
Una figura di riferimento e di grandissima importanza quindi, e che ha continuato nel tempo ad assumere responsabilità sempre maggiori fino ad essere, ieri come oggi, una presenza indispensabile nell’hotellerie e nelle strutture dedicate al benessere della persona. Una professione strategica nei settori in cui opera e che, con l’evolversi del tempo, degli usi e dei costumi, ha cambiato veste, adattandosi alle esigenze e richieste attuali e consolidando la propria importanza a livello della gestione delle strutture in cui opera.
L’anima dell’ospitalità, come a casa
La governante è a capo dei servizi di housekeeping: una persona di riferimento, che non solo ha tutti i compiti già elencati, ma che possiede anche delle doti innate o apprese imprescindibili, come il talento e la predisposizione all’organizzazione e alla risoluzione dei problemi, la capacità di coordinare il lavoro delle persone che le sono sottoposte, la precisione, l’attenzione e l’ordine, in ogni singolo aspetto, garantendo la massima efficienza alla struttura o alla casa in cui opera. In più è importante che la governante abbia una buona conoscenza della lingua inglese (e di altre lingue magari), per poter comprendere e parlare con chiunque necessario. Che segna lo stile unico di un hotel, come racconta Carmen Moretti, Vicepresidente Holding Terra Moretti che possiede L’Albereta, relais in Franciacorta, e L’Andana, in Toscana. «Nel nostro concetto di ospitalità il valore umano è al centro. La governante non è una semplice addetta al riordino delle camere, ma una figura chiave nel delineare un’accoglienza sartoriale, che prende spunto dal concetto di Casa, dove la cura e l’attenzione verso l’ospite è sempre personalizzata. Per me L’Albereta e L’Andana sono le nostre Case. Qui gli arredi, l’atmosfera, ma soprattutto le sensazioni che si provano varcando la soglia, sono quelle di un luogo familiare e accogliente, dove è sempre bello far ritorno. Questa sensazione si rinnova ogni giorno proprio grazie alla dedizione della governante, che, notando e ricordando abitudini e preferenze degli ospiti, riesce a rendere unica, calda e accogliente ogni camera. È proprio lei, con la sua presenza silenziosa ma fondamentale, a rendere ‘case’ i nostri hotel..»

Parola di governante
Una figura multitasking e poliedrica, multi sfaccettata e di grande responsabilità. E senza dubbio una professione intensa, ma anche molto soddisfacente.
Come racconta Michela Barbirato, governante del Due Torri Hotel di Verona, la giornata tipo inizia la mattina, di buon’ora, in tempo utile per assicurarsi che tutto sia fatto alla perfezione «Preparo il lavoro dei dipendenti, cameriere e fattorini, partendo dai dati che riguardano le camere: ospiti in arrivo, in partenza, e che restano per qualche giorno. Riunisco le ragazze, facciamo un briefing per verificare tutti gli incarichi nel dettaglio, e poi le cameriere partono per rifare le camere, sotto la mia supervisione. Mi sento legata ad ognuna delle stanze, tengo molto al fatto che siano sempre impeccabili. Assegno ai fattorini gli ordini di servizio legati agli arrivi, le partenze e gli eventi: spetta a loro preparare le sale per i meeting, con sedie, tavoli, fiori, gadget, e intervenire su tanti piccoli aspetti, dall’alone sul vetro dell’ascensore alla lampadina da cambiare. Mi assicuro che tutto sia perfetto. Intanto il mio telefono continua a suonare, e mi informa di chi è arrivato, chi è partito, chi ha lasciato le chiavi in camera, chi ha dimenticato l’adattatore, chi desidera fare lavare o stirare l’abito.»
« Sono i dettagli che contano. Ad esempio ogni sera ci occupiamo del servizio couverture, controlliamo ogni centimetro di federa, materasso, coprimaterasso e topper, sistemiamo la piega del letto, chiudiamo le tende, accendiamo la luce del comodino per creare un’atmosfera soffusa, disponiamo il libretto della buonanotte, con questionari di gradimento e una fiche dove segnalare se si desidera la colazione in camera. Facciamo in modo che la camera stessa, per come è disposta, inviti a riposare.»
Piccole ma essenziali attenzioni che si rispecchiano nel gradimento degli ospiti, nei sorrisi e nella soddisfazione nei volti di chi riparte. Un lavoro che necessita di impegno, ascolto, empatia, precisione e di cura di chi si gestisce, perché ogni cosa funzioni nel modo giusto, nei tempi giusti. E per cui spesso non ci si sente dire grazie perché si agisce dietro le quinte, lontano da occhi indiscreti, in modo che tutto sia perfetto, come per magia.