Il centrotavola diffuso è diventato uno dei tratti distintivi delle tavole apparecchiate da Csaba dalla Zorza: contenitori di forma e altezza diverse, fiori bellissimi che decorano semplicemente con la propria presenza diffusa sul tavolo. Insieme al floral designer Alberto Marini – fondatore e anima creativa di Bohem La Stazione (sul lago di Iseo) – le tavole di foster sono state allestite per rappresentare le stagioni e la bellezza. Dal primo numero all’ultimo – che sarà in edicola il 21 aprile.

È talmente un segno distintivo dello stile delle tavole di foster da diventare ora un piccolo evento rivolto ai lettori, che realizzeremo in collaborazione con Nuncas (storica azienda italiana di prodotti per la cura della casa) durante il Salone del Mobile di Milano. Ecco un excursus dei nostri centrotavola di un anno intero, e uno spoiler di quello che vedrete in edicola dal 21 aprile, e che potete farvi raccontare in prima persona proprio da Alberto. 

Regole di base per non sbagliare

Le buone maniere lo vogliono abbastanza basso da non ostacolare la vista e la conversazione, non profumato, per non interferire con il profumo del cibo, in armonia estetica con l’apparecchiatura. Deve armonizzarsi con lo stile della tavola, essere proporzionato alle dimensioni del tavolo, ed evitare qualunque elemento floreale che possa sporcare la tovaglia. 
I protagonisti del centrotavola diffuso sono i fiori e le candele. I primi devono essere freschi, e di stagione. Le candele, se previste, vanno accese prima che gli ospiti si siedano a tavola e non devono essere profumate. Non si usano a pranzo, ma solo dopo le sei di sera. Frutta e ortaggi sono spesso utilizzati anche per il centrotavola diffuso, di preferenza per tavole all’aperto e informali. 

Quando il centrotavola è diffuso?

Il centrotavola si definisce diffuso quando, anzichè essere grande e occupare il centro del tavolo, come vuole il suo nome, corre lungo la parte più ampia della tavolata, creando un disegno regolare o meno, che accompagna il susseguirsi dei placé. Ma come si crea una composizione che sia esteticamente gradevole, senza ricorrere a un esperto? Sarà questo il tema del workshop che terrà Alberto Marini durante la Milano Design Week, una dimostrazione pratica per insegnare ai presenti l’arte di disporre i fiori in quel modo “finto casuale” che risulta gradevole alla vista, e che si può apprendere. La tavola è innanzitutto ordine e simmetria, saper “rompere” la sua scansione in modo creativo e gradevole è qualcosa che si può imparare a fare.

Fiori & design 

Sin dal suo numero 1  di foster propone ai propri lettori una sezione dedicata all’arte della tavola che prevede sempre l’abbinamento floreale all’apparecchiatura.  Alberto Marini, flower specialist di nostra fiducia, si occupa di portare i fiori (quasi) ovunque andiamo.  Il centrotavola è quasi sempre diffuso, e i fiori diventano parte del design grazie alla scelta di soluzioni moderne e colori a contrasto.
Sulle pagine di foster nel volume 1, al suo debutto nell’aprile 2025 il la tavola è nella suite La Milanese dell’hotel Casa Brera, a Luxury Collection Hotel Milan, progettato da Patricia Urquiola. Sul tavolo da pranzo Mexique apparecchiato per cinque, contornato dalle poltroncine Dudet, entrambi di Cassina, il centrotavola diffuso viene posizionato direttamente sulla superficie.
«I colori sono eccentrici: arancio e azzurro carta da zucchero. Un tavolo come questo non si può coprire semplicemente con la tovaglia e se avete a casa un tavolo di design, vi invito a osare l’apparecchiatura nuda. I piatti in porcellana bianca riprendono l’arancio come colore della decorazione, che se siete coraggiosi potreste optare per avere anche come colore del tovagliolo. Così come i fiori: sono loro, con la verticalità e il colore che li contraddistingue in natura, a dare la pennellata finale che unisce tutto».

Il perché del centrotavola diffuso: tutti quelli che avete visto su foster, e un invito durante il fuorisalone
Il centrotavola diffuso del volume 1 di foster

La tavola opera d’arte

Per il volume 2 di foster, la rubrica Ricevere a casa è stata scattata nell’appartamento milanese di Silvia Basta e di suo marito Gianni Maimeri. Il loro apparrtamento nel centro di Milano rivela il buon gusto dei galleristi: un meraviglioso percorso creato con opere d’arte che si snodano lungo tutto il perimetro della casa. L’arte qui tocca ogni angolo, non solo quelli destinati al ricevere. «Ne è derivata una tavola scenografica – impossibile da replicare identica (non era questo certo l’obiettivo) – ma di grande ispirazione, nel vero spirito che l’arte dovrebbe avere quando la contempliamo: comunicarci qualcosa che è diverso di persona in persona, perché ciascuno di noi la filtra e la interpreta in relazione a se stesso», scrive Csaba nell’articolo. Nulla di stravagante, ma scelte effettuate con l’intento di portare sulla tavola piatti in grado di ambientarsi in modo perfetto tra la grandezza degli oggetti. Nel vero senso della parola. “In deroga a uno dei presupposti essenziali dell’apparecchiatura: il centrotavola ha una dimensione maxi, esagerata, che può essere concessa proprio come eccezione che conferma la regola». Alberto Marini ha disposto quindi sui tre tavoli che insieme definiscono la tavola apparecchiata (il piano del tavolo è un’opera di Marco Nereo Rotelli) un paio di dozzine di vasetti di colore e altezze diverse, colmi di fiori dai colori sgargianti, che riprendono lo stile del dipinto di Massimiliano Aliotto sulla parete. 

Il perché del centrotavola diffuso: tutti quelli che avete visto su foster, e un invito durante il fuorisalone
Il centrotavola diffuso del volume 2 di foster

Per una tavola contemporanea

Un’altra occasione per decorare la tavola nuda arriva con il volume 4 di foster, un’ambientazione molto milanese e contemporanea per la mise en place disposta sul cristallo del tavolo Hub Cut di Glas Italia, inondato di luce proveniente dalle ampie finestre e ricoperto di fiori. Qui il centrotavola diffuso realizzato sempre da Alberto Marini per Bohem La Stazione è un insieme di vasi in vetro ambrato di diverse dimensioni, con allium, aneto, ortensia paniculata, bacche di rosa, amaranthus, lisianthus, rosa caramel, rosacream expression. Il tavolo rotondo si presta bene a raccogliere la composizione comunque al centro, definendo i colori dell’apparecchiatura.

Il perché del centrotavola diffuso: tutti quelli che avete visto su foster, e un invito durante il fuorisalone
Il centrotavola diffuso del volume 4 di foster

A Natale: un tocco di rosso 

«Il rosso è un colore banale per il Natale, ma ogni tanto ci piace proprio per questo: riporta tutto all’origine e all’essenziale» scrive Csaba nel servizio, ed ecco che sul volume 5 di foster la tavola di Natale è apparecchiata con tovaglia e tovaglioli in lino rosso bordato oro, un servizio di piatti francese che raffigura proprio l’abete, bordato in rosso e abbinato ai piattini per il pane. I fiori qui sono tutto e la composizione è libera di creare altezze diverse sul tavolo ovale. «L’argento e il cristallo aggiungono una nota drammatica di eleganza».

Il perché del centrotavola diffuso: tutti quelli che avete visto su foster, e un invito durante il fuorisalone
Il centrotavola diffuso del volume 6 di foster

Anteprima: sul numero 7

E sul numero 7, in uscita il 21 aprile 2026, la tavola della primavera torna a fare a meno del tessuto. Vi portiamo alla scoperta di Casabianca a Como, la villa che ospita la collezione privata di opere d’arte della famiglia De Santis, proprietaria dell’Hotel Passalacqua e del Grand Hotel Tremezzo. I tavoli, in legno lucido, anni ‘50, sono quelli della caffetteria Cova, che a Casabianca ha aperto lo spin-off della storica sede di Montenapoleone. Il centrotavola diffuso si fonde con i colori della mise en place, sistemata ai piedi della grande scala di marmo bianco (il resto ve lo sveliamo sul numero in edicola dal 21 aprile).

Il perché del centrotavola diffuso: tutti quelli che avete visto su foster, e un invito durante il fuorisalone
Il centrotavola diffuso del volume 7 di foster, in edicola dal 20 aprile 2026

Appuntamento a Milano con Alberto Marini 

Facciamo solo questo piccolo spoiler in attesa che Alberto Marini possa parlarcene di persona il 23 aprile presso la Boutique Nuncas durante il cocktail dedicato al centrotavola diffuso: agli ospiti spiegherà come si può realizzare a casa e come distribuito sulla tavola in modo elegante e armonico rispetto all’ambiente (vi sembrerà di essere anche voi tra le pagine di foster).

Vi aspettiamo giovedì 23 aprile: appuntamento in Via San Giovanni sul Muro 4 a Milano dalle h 17 alle 20.  Introduzione all’evento a cura di Csaba dalla Zorza, direttore di foster.

Il perché del centrotavola diffuso: tutti quelli che avete visto su foster, e un invito durante il fuorisalone