Siamo andati sul Tevere al centro remiero Università degli Studi di Roma per provare il canottaggio. L’attività fisica perfetta quando fa caldo, caldissimo, o freddo, e per tutte le età. Perché il canottaggio è uno sport completo, per corpo e mente
Il canottaggio nell’immaginario collettivo è quello delle vittorie epiche dei fratelli Abbagnale o delle regate Oxfort-Cambridge, ma è invece uno sport molto popolare, soprattutto fra le donne di tutte le età. Perché è vero, si pratica solo all’aperto, tutto l’anno, con il freddo o con il caldo, ma è uno sport completo, adatto a tutti e che stimola il benessere mentale. Oltre che la socialità. Lo abbiamo provato ed ecco perché ci è piaciuto – un amore alla prima palata.
Un’invenzione italiana
Il canottaggio nasce nella notte dei tempi ed è presente in forma agonistica già in epoca romana. Le prime regate si svolgono a Venezia dove le imbarcazioni erano manovrate da equipaggi numerosi di 50 uomini scelti tramite sorteggio. Ancora oggi in laguna, nella prima domenica di settembre, si celebra la gara velica storica che rievoca la prima, disputata nel 1315. Nel resto d’Europa la prima testimonianza risale al 1700 sul Tamigi dove poco dopo alcuni studenti provenienti fondano il Leander Club, la società remiera più antica del mondo. Il canottaggio moderno nasce però in Italia, grazie ai toscani, precisamente sull’Arno a metà ‘800; furono seguiti poi dai torinesi e dai lombardi sul Po, per arrivare a fine secolo anche a Roma sul Tevere. E proprio sul biondo Tevere abbiamo fatto questa esperienza.
ll Circolo Tre Ponti
Giulia Begnini gestisce il Circolo Tre Ponti dal 2013 insieme a Riccardo Dezi, socio e compagno di vita, ma la sua storia è ricca di tappe e riconoscimenti. Nel 1997, dopo tanti anni nell’atletica leggera e ferma a causa di un infortunio, fa una prova di canottaggio con Riccardo e ma non è un colpo di fulmine, l’amore cresce palata dopo palata. Nonostante la sua età “avanzata” per entrare nel mondo dell’agonismo, 27 anni, nel 2003 entra nella squadra nazionale di canottaggio e vince un titolo assoluto. L’anno successivo diventa una delle prime allenatrici donna in Italia e insieme a Riccardo iniziano ad insegnare alla facoltà di scienze motorie. Così nasce la collaborazione con l’Università che dura tutt’ora grazie alla quale gli studenti si possono allenare al circolo ma non sono soli. Da oltre 10 anni tre Ponti è aperto a tutti ma il loro fiore all’occhiello sono i master, ovvero gli over 27 che tradotto significa appassionati tra i 50 ai 65. Ed ecco perché anche da quarantenni ci si sente a proprio agio.
Una barca per otto
Ci sono diversi tipi di imbarcazioni ma al Circolo Tre ponti si utilizza la Otto Iole, una barca con più di 200 anni di storia, detta di “punta”, dove ciascun canottiere aziona un solo remo. Sono regolamentari per le regate, adatte a superfici di acqua mosse e soprattutto ideali per i principianti. Questa barca stimola la socialità perché a bordo ci sono otto rematori più un timoniere. Il senso di appartenenza a una squadra fa passare l’insicurezza, aumenta la fiducia in sé stessi e l’autostima. Far remare tutti, e in barca multipla, è il motto di Giulia perché crede nello spirito di aggregazione.
Uno sport per corpo e mente
Il canottaggio è uno sport completo, sotto tutti i punti di vista, e non solo perché ingaggia tutti i gruppi muscolari, favorisce anche il benessere cardiovascolare e ha un basso impatto sulle articolazioni. Essendo a contatto la natura, riduce lo stress, migliora l’umore e ci spinge ad uscire dalla zona di comfort perché a dirla tutta c’è sempre l’incognita dell’acqua. La mia più grande paura infatti era quella di cadere nel Tevere, che proprio pulito non è, e fare incontri spiacevoli con pantegane enormi che nuotano felici ed indisturbate.
Prima di salire in barca è fondamentale riscaldarsi per almeno 15 minuti con il raw, ovvero il vogatore che si ritrova anche nelle palestre di crossfit (che abbiamo provato per voi, qui). Quando ci si azzarda a fare questa connessione tra i due sport a voce alta, subito gli altri vogatori ci tengono precisare che il crossfit l’ha rubato a loro e non viceversa. Vicino ai vogatori, c’è anche una sala di pilates reformer (abbiamo provato anche quello): a quanto pare è perfetto come preparazione al canottaggio perché entrambe le discipline lavorano su più terreni comuni: equilibrio, coordinamento, mobilità articolare, resistenza, postura, tonificazione e flessibilità.
La mia prima volta
Alla prima lezione l‘allenatore Francesco mi spiega nel dettaglio il movimento, composto da mille dettagli di gambe, braccia, spalle aperte e addominali. Dopo una serie di ripetizioni a frequenze diverse, faticando non poco, saliamo tutti in barca e ci si inizia a divertire. La prima remata mi ha sorpresa, le successive commossa. Nel mio caso è stato amore a prima palata.
- Che cos’è il canottaggio
Dal francese canotage, derivato di canot- canotto, consiste nel far avanzare un’imbarcazione sull’acqua utilizzando la forza fisica dei vogatori e dei remi. I rematori, seduti a bordo su seggiolini scorrevoli, sono orientati verso la poppa e usano le pale come leve per spingere l’acqua. I remi, poggiandosi sugli scalmi, trasformano il gesto in potenza e ci si inizia a muovere facilmente.
- Come si pratica
Si può praticare da soli, in coppia o in equipaggi fino a otto vogatori. Ogni canottiere utilizza un solo remo mentre in coppia ogni vogatore ne ha uno per mano, vogata di coppia. Con un armo numeroso è sempre presente un timoniere che guida la barca e coordina tutti. Sembrano molto severi con il microfono ad archetto o il megafono, ma in realtà sono molto pazienti. Il mio ha sopportato persino i miei urletti di tensione tutto il tempo.
- Dove si pratica
Il canottaggio può essere praticato su laghi, fiumi o in mare dove le imbarcazioni e le tecniche di voga però possono variare. Ci sono otto tipi di specialità: il singolo, il doppio o due di coppia, il due di senza, il due con il quattro di coppia e l’otto. Non vi tedio con le spiegazioni tecniche, vi basti sapere che i nomi cambiano in base alla lunghezza dello scafo e al numero di rematori. Ci si allena tutto l’anno, anche sotto la pioggia e tra l’altro pare sia particolarmente suggestivo.
- Chi lo può fare?
Tutti, ci sono diverse categorie in base all’età, ma se ci sono riuscita anch’io lo può fare chiunque. Ovviamente per chi volesse farne il proprio sport, l’ideale sarebbe iniziare da piccoli, a 11 anni. Essendo una disciplina anche amatoriale e di gruppo non serve essere per forza fisicati, tante braccia spostano senza problemi l’imbarcazione. Con il tempo comunque il fisico verrà eccome.
- Costo
Quando ci si approccia al canottaggio bisogna darci dentro quindi la frequenza è importante per automatizzare il movimento. All’inizio si consigliano tre lezioni a settimana, la durata è di un’ora circa tra allenamento a terra e in acqua, e l’abbonamento mensile ammonta a 100 euro. Poi ovviamente, in base al tempo disponibile di ognuno, si possono diminuire le lezioni.