I consigli della Dott.ssa Francesca Maffeo, naturopata, specializzata in medicina cinese e riflessologia plantare per tornare a camminare consapevolmente ricostruendo una più sana connessione tra mente, corpo e spazio.

Come vi abbiamo già anticipato nell’articolo dedicato al barefoot, al di là degli studi scientifici e delle tendenze che lo hanno riportato al centro dell’attenzione, camminare a piedi nudi offre benefici concreti sia per il piede sia per il benessere mentale. Per questo, cogliere ogni tanto l’occasione di togliersi le scarpe può rivelarsi un gesto semplice ma prezioso. Esistono, infatti, esercizi molto facili da eseguire nel proprio quotidiano che aiutano a riprendere gradualmente dimestichezza con questa pratica e in questo, ci siamo fatti naturalmente fatti aiutare da un’esperta.

5 esercizi (e un paio di scarpe) per tornare a camminare a piedi nudi
Al Pineta Nature Resort, Predaia (Trento). Da aprile a ottobre, il programma Pineta Summer Therapy propone attività all’aria aperta per entrare in simbiosi con la natura.

Una piccola grande cura quotidiana

  1. Camminare scalzi ogni giorno: «Prima di tutto, si comincia a camminare ogni giorno per tre minuti scalzi su superfici sicure come erba, terra o sabbia» spiega la dott.Ssa Maffeo. 
  2. Aprire e muovere le dita dei piedi: «Poi un altro esercizio molto importante per riattivare la muscolatura intrinseca è quello di aprire volontariamente le dita dei piedi e poi muoverle una alla volta.»
  3. Mantenere l’equilibrio su un piede: «Fondamentale è poi rimanere dai 30 ai 60 secondi su un piede solo così da sentire la parte plantare “risvegliarsi”.»
  4. Allenare il controllo neuromuscolare: «Un altro esercizio di controllo neuromuscolare è invece quello di avvicinare i piedi tra loro, dita comprese. Poi spostare lentamente gli alluci verso l’esterno.»
  5. Praticare il Takefumi: «Praticare il Takefumi, termine giapponese che significa “calpestare il bambù”. Secondo una leggenda giapponese, gli antichi samurai tagliavano una canna di bambù con la propria spada per ricavarne un supporto arcuato sul quale camminare quotidianamente. Questo affinava forza, equilibrio e presenza mentale. Per i samurai la forza della pianta del piede era strettamente legata a quella dell’anima, tanto da essere considerata un secondo cuore del corpo. Da questa tradizione nasce appunto il Takefumi, diffuso ancora oggi in Giappone, Cina e Corea come esercizio quotidiano per mantenere salute e vitalità. La stimolazione intensa della pianta del piede è tradizionalmente utilizzata per favorire il benessere generale e, secondo la medicina popolare orientale, può contribuire ad alleviare disturbi quali rigidità articolari, mal di schiena, crampi, alterazioni della sensibilità degli arti, problematiche dell’apparato urinario e persino gli acufeni», conclude la naturopata.

Le scarpe per stare scalzi secondo un’esperta

Suola sottilissima, grande flessibilità, nessuna differenza tra tallone e avampiede, ovvero non è presente nessun tacco, punta ampia cosicché le dita possono muoversi liberamente. È questo l’identikit delle scarpe barefoot, modelli studiati affinché il piede riceva tutti gli stimoli sensoriali necessari come se camminasse nudo. «Dal punto di vista psicologico» spiega stavolta la dott.Ssa Beatrice Casoni, specialista in psichiatria presso il Poliambulatorio Erresse di Ferrara, «le scarpe barefoot consentono di mantenere gran parte dell’esperienza di consapevolezza corporea tipica del camminare scalzi, perché aumentano la percezione del terreno e richiedono una maggiore attenzione al movimento. Naturalmente il contatto diretto con superfici naturali come erba o sabbia offre una stimolazione sensoriale ancora più ricca, ma anche le calzature minimaliste possono favorire una camminata più consapevole e una migliore percezione del proprio corpo», precisando anche l’importanza di affrontare il passaggio, dalle scarpe normali a quelle di barefoot, con gradualità.

Un passaggio graduale

«Il piede e la muscolatura della gamba hanno bisogno di tempo per adattarsi al diverso modo di camminare. Le evidenze scientifiche mostrano che una transizione progressiva può rafforzare i muscoli intrinseci del piede e migliorare la funzionalità dell’appoggio, mentre un cambiamento troppo rapido aumenta il rischio di tendiniti, fascite plantare e fratture da stress. Per questo motivo consiglio sempre di alternare inizialmente le scarpe barefoot a quelle tradizionali e di aumentare lentamente il tempo di utilizzo, soprattutto se si pratica attività fisica. Studi recenti hanno infatti dimostrato che l’uso regolare e graduale delle calzature minimaliste può incrementare la forza dei muscoli del piede e migliorarne la funzione (Ridge et al., 2019), mentre revisioni della letteratura sottolineano come i benefici dipendano soprattutto da una corretta transizione (Fuller et al., 2015)». Le scarpe barefoot non sono quindi semplici scarpe bensì un modo di tornare a vivere il piede in maniera più naturale.

5 esercizi (e un paio di scarpe) per tornare a camminare a piedi nudi

Pioniere del barefoot footwear, Vibram FiveFingers  si può usare dentro e fuori dall’acqua.  È il compagno perfetto per il trekking leggero, l’esplorazione di sentieri impervi, il passaggio su scogli o radici e le attività acquatiche.