A volte ritornano, anche le mode anni Ottanta in fatto di make-up e di estetica. Labbra pompate, ombretti fluo, un look-tutt’altro che naturale si riafferma in America.
Gli anni Ottanta, quelli appariscenti, esibiti e disinibiti, rivisitati in chiave 2025. È la Boom Boom Esthetic che sta prendendo sempre più piede nella moda e, ovviamente, anche nel beauty. E che ha dei “testimonial” di tutto rispetto. Non solo l’attuale Presidente degli Stati Uniti e tutto il suo entourage, ma anche personaggi celebri, e all’inizio insospettabili, come l’attrice di Stranger Things Millie Bobby Brown. Di che cosa si tratta? Nella pratica, make up eccessivo, amore per l’abbronzatura che sfiora il patologico, chiome non solo curatissime ma, soprattutto, dalle nuance poco naturali, innumerevoli interventi dal chirurgo plastico. Insomma, la Boom Boon Esthetic è tutto ciò che c’è eccessivo nel mondo della bellezza.
Cosa resta degli anni Ottanta
Il termine nasce dal trend forecaster Sean Monahan il quale, intervistato all’inizio dell’anno da The Cut, il femminile del New York Magazine, aveva pronosticato la diffusione nel 2025 di una nuova estetica, ispirata agli anni Ottanta- primi Novanta quando oli abbronzanti, pellicce, auto veloci e lo stile maschile era ispirato ad American Psycho la facevano da padrone. Il lusso ostentato e anche un po’ pacchiano. A questa nuova tendenza Monahan ha dato il nome di Boom Boom Esthetic, ispirandosi alla celebre Boom Boom Room dello Standard Hotel di New York, dove l’arredamento era dorato ed eccessivo.
Un trend ovviamente che si è declinato anche nel beauty, dando vita a una bellezza particolarmente pronunciata ed esibita: «La Boom Boom Beauty si ispira a un’estetica molto esibita: labbra voluminose e zigomi marcati, un’immagine quasi da bambola. Nello stesso trend anche la cosiddetta Mar-à-Lago Face, quando il volto è iper-trattato da make up e chirurgia estetica. Un viso che perde personalità e diventa un cliché. Entrambi questi trend arrivano soprattutto dal mondo anglosassone e ultimamente stanno facendo parlare di sé online» spiega il dottor Leonardo Scortecci, Chirurgo plastico, Chirurgo estetico e Medico estetico che ci tiene a precisare: «È importante chiarire subito una cosa: non rappresentano in alcun modo l’estetica moderna, né quello che realmente chiedono le pazienti che si rivolgono a noi professionisti». Insomma, saranno anche tendenze ma hanno attecchito soltanto in certi ambienti e in determinati paesi. E per fortuna, verrebbe da dire.
Botox, filler, make-up pesantissimo
Quali sono le caratteristiche principali di questa estetica nella pratica? «Si tratta di una combinazione di filler altamente volumizzanti, botox usato in dosi importanti, trattamenti di ringiovanimento aggressivi e trattamenti chirurgici tipo lifting e blefaroplastica. Strumenti validi che utilizzo nella pratica quotidiana ma usati in maniera forzata e massiva, con l’obiettivo di trasformare il volto, non di valorizzarlo. Non si tratta quindi di interventi che vanno nella direzione della chirurgia contemporanea, cioè verso un effetto naturale, graduale e di sicuro armonico. La Boom Boom Esthetic e la Mar-à-Lago Face sono l’esatto opposto: non donano nessun beneficio al fisico e, anzi sono estremamente limitanti nonché controproducenti nel lungo termine dal punto di vista medico. I tessuti vengono alterati e appesantiti da importanti quantità di filler che portano ad un invecchiamento precoce. Personalmente, non li consiglio a nessuno» spiega in maniera lapidaria il chirurgo.
Perché allora scegliere di sottoporsi a questo tipo di interventi? «Perché si cerca un effetto immediato ma soprattutto trasformativo. Un cambiamento evidente, che faccia parlare». Un’estetica quindi assolutamente contraria alla direzione attuale basata molto sulla prevenzione e su interventi calibrati affinché siano il più naturali possibili. Com’è possibile la loro diffusione quindi? «La loro diffusione è legata principalmente al mondo social e all’estetica dell’immagine “instagrammabile”. In particolare per questi due tipi di trend esistono anche correlazioni politiche e di appartenenza di classe sociale. Tendenze come la Boom Boom Beauty e la Mar-a-Lago Face non parlano di bellezza, ma di apparenza. E oggi, più che mai, abbiamo bisogno di sostanza, di identità, di misura».
L’ossessione per l’abbronzatura
Non solo chirurgo plastico però. Anzi, un altro tratto fondamentale è l’abbronzatura. Non il semplice “colorito dorato estivo” ma l’abbronzatura quella assennata, anche fake, con vaghe gradazioni di arancione. Come si è arrivati a questa estetica? Se infatti fino agli anni Venti una pelle abbronzata era sinonimo di lavoro nei campi, con le due guerre mondiali la visione verso l’abbronzatura cambia drasticamente. Un corpo abbronzato era sinonimo di vacanza, di benessere e quindi di ricchezza. Un pensiero che ha raggiunto il suo apice proprio durante gli anni Ottanta, quando ci si stendeva al sole senza preoccuparsi delle conseguenze per la pelle.
E, nonostante i danni che le generazioni precedenti hanno subito da un’esposizione selvaggia al sole, per esempio la precoce comparsa delle rughe, l’incarnato estremamente abbronzato è tornato nuovamente alla ribalta e fa discutere, soprattutto negli Stati Uniti. Merito, o forse colpa, di Donald Trump. Da sempre legato a questo tipo di estetica, l’attuale Presidente americano ha fatto dell’abbronzatura a tutti i costi il suo portabandiera. Tanto da aver proposto anche un disegno di legge che prevede agevolazioni fiscali del 10% per i saloni di abbronzatura. Una proposta che è stata poi, a quanto pare, bocciata, ma che però fa capire il grado di interesse di Trump per l’argomento. Perché, come spiegano la filosofa francese Margaux Cassan, autrice del recentissimo Ultra Violet che riflette proprio sull’argomento, l’incarnato pesantemente abbronzato è sempre stato per molti decenni simbolo di buona salute e soprattutto di successo, di una persona che “è arrivata”. E su questa convinzione, molti ne hanno abusato.

Il fenomeno di Millie Bobby Brown
Ostentazione della propria ricchezza, anche se apparente, chiome cotonate, tinte e iper curate, incarnato tanto abbronzato da avere un sottotono aranciato, sono tutte le caratteristiche della Boom Boom Esthetic, nata paradossalmente in un momento storico in cui si elogiava da diversi anni la body positivity, il sapersi accettare per quello che si è, difetti compresi: «Il body positive è emerso per promuovere quella che era un’accettazione del proprio corpo in tutte le sue particolarità e normali asimmetrie. L’accettazione della propria immagine è importante al fine di convivere anche con un corpo che nel corso del tempo e della vita cambia. Negli ultimi anni si è osservato un boom di immagini di corpo che sembrano ricorrere a un unico modello di riferimento, come se ci si dovesse omologare a uno standard di bellezza che va a scapito dell’unicità, particolarità e specialità di ogni corpo. Le evidenze scientifiche mostrano come l’avvento dei social ha portato a un’esposizione di immagini filtrate patinate, che hanno aumentato le insicurezze e alimentato anche una percezione negativa della propria immagine corporea» spiega la dottoressa Alessandra Corti, psicologa ad orientamento Psicoterapia Modello, disponibile anche sulla piattaforma MioDottore.it.
Il problema in questa epoca non è più il confronto con il corpo dell’altro, che c’è sempre stato, quanto con un canone estetico troppo lontano dalla realtà ma che può sembrare accessibile. Se infatti con i “vecchi media”, come televisione e cinema, attrici e attori vivevano in un mondo lontano, quasi degli idoli e delle icone, diversa è invece la percezione con i social. In questo caso, invece, la distanza si è accorciata e l’immagine di una bellezza irraggiungibile è diventata più vicina a noi con l’illusione di poterla imitare.
«Un continuo confronto con i social ci mostrano una vita e scene di realtà patinata, elaborata, filtrata e spesso sganciata dalla quotidianità, con delle regole alimentari ferree, una vita fisica organizzata al minuto, una chirurgia estetica e comunque dei filtri e dei ritocchi fotografici che la vita quotidiana non ci può offrire. Un messaggio che sembra innocuo, ma il continuo confronto con questa sola idea corporea e la sua continua esposizione, porta malessere» spiega la psicologa.
Un esempio di grande cambiamento fisico, e quindi anche di percezione, è l’attrice americana di Stranger Things Millie Bobby Brown, 21 anni. Fondatrice del brand beauty dedicato alle più giovani Florence by Mills e da sempre paladina di una bellezza acqua e sapone, naturale e pronta ad accettare tutti i difetti della giovane età, negli ultimi mesi è stata attaccata su più fronti per il drastico cambio della sua immagine: da ragazzina castana, con una bellezza fresca e leggermente truccata a una chioma biondo gold e un make up talmente pronunciato da sembrare una neo cinquantenne. Un’estetica che non solo la fa apparire molto più grande di quello che è tanto da invecchiarla, ma soprattutto una bellezza priva di imperfezioni.
I cambiamenti di una generazione
Ma cos’ha spinto l’attrice, e i giovani in generale, a cambiamenti estetici così drastici? «La percezione della propria immagine corporea cambia lungo tutto l’arco della nostra vita e ci sono dei fattori che possono contribuire a questo: fattori culturali (canoni estetici della società), esperienze di vita e rimandi da parte delle altre persone, dialogo interno (quello che io mi dico del mio corpo) e il confronto (con gli altri e con i social). L’insieme di questi elementi porta a creare delle percezioni, pensieri e emozioni riguardo il proprio corpo. Il senso di appartenenza, che i giovani ricercano, li spinge ad attuare comportamenti che portano ad omologarsi a quello che diventa il solo modello di riferimento, spesso il social. Sul social la persona è esposta al giudizio dell’altro tramite commenti, like, approvazioni o silenzi» spiega la psicologa.
Un meccanismo che può nascondere insicurezze ma che nasce anche dall’idea di omologarsi «ovviamente a discapito del pensiero critico, dell’individualità e specialità di ognuno».
Un fenomeno però, quello della Boom Boom Esthetic, che non è destinato a consolidarsi. Come conferma anche la psicologa, oltre che il chirurgo plastico, questo tipo di estetica è destinata a eclissarsi, soprattutto nei giovani, il cui mondo è in continua evoluzione. Quello che però resta è la troppa influenza dei social, sulla visione che hanno di loro stessi, soprattutto a livello fisico: «Accettare se stessi, permette di essere liberi, di potersi relazionare con gli altri con la propria naturalezza ed essenza. Se si nota un’imperfezione questa non per forza deve essere cancellata, ma può diventare parte dell’essere unico trasformandolo in un punto di forza. È importante per i giovani cercare delle alternative piacevoli ai social, che permettono loro di rivivere quella che è la vita offline, riscoprirla nelle sue imperfezioni, imprevisti, errori. Credo che sia importante una rieducazione alla soddisfazione e gratificazione che si sente nel coltivare nelle relazioni umane, reali» conclude l’esperta.