Non esistono solo i soliti noti e il bitter oggi parla sempre più il dialetto regionale dando vita, da nord a sud, a interpretazioni profondamente contemporanee. Il tutto mescolando botaniche locali, ricette storiche e quel pizzico di intuizione che cambia sempre la storia. Per uno spritz davvero like a local.

Rosso Campari, arancione Aperol, rubino Select. Tre colori, tre bottiglie, un immaginario condiviso: quello dell’aperitivo italiano che negli ultimi anni è detonato con il fenomeno spritz, rendendo un cocktail locale da universitari il drink italiano più venduto nel mondo. I in Italia, dove metà dei consumi di liquori e distillati è occupata proprio dalle bottiglie destinate all’aperitivo. Come abbiamo già visto accadere per gin e vermouth, grandi consumi e grande richiesta hanno dato il via a grande differenziazione. Tutte le grandi multinazionali lanciano e si contendono quote di mercato ma sono nati anche decine di bitter “artigianali” o comunque regionali.

Oggi la sua varietà è vasta quanto la nostra stessa penisola e quella micro-tavolozza di colori, beh, è letteralmente esplosa. Se il gin ha una stagionalità oltre che botaniche local m sempre più distillerie storiche e aziende artigianali sentono il desiderio di creare la propria versione del bitter classico, recuperando ricette dimenticate, selezionando esclusivamente le erbe spontanee e gli ingredienti locali che riflettono e valorizzano l’identità della terra da cui provengono. Un po’ com’è successo con gli agrumi coltivati alle pendici dell’Etna. Ma anche con il ginepro selvatico, il mirto e l’artemisia della Sardegna, le erbe alpine della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige, le radici di genziana e liquirizia del Veneto, il rabarbaro, l’assenzio e il pompelmo rosa della tradizione piemontese, gli agrumi della Riviera ligure, l’anice e le arance delle Marche, le erbe della Costa dei Trabocchi, le botaniche della macchia mediterranea pugliese, fino al rucolino selvatico di Ischia.

Spritz e bitter regionali. La new wave dell'aperitivo italiano oltre i classici bitter campari, aperol e select parla locale
Frozen Spritz servito al Bonavista Rooftop, il cocktail bar del Moxy Barcelona gestito da Grup Confiteria, insieme a una carta di drink creata in esclusiva per il locale.

Che sapore ha il bitter regionale

Abbiamo scoperto che in Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta dominano la genziana, l’assenzio, il rabarbaro e altre erbe alpine, che danno vita a bitter più asciutti, balsamici e strutturati. Scendendo verso il Mediterraneo, invece, i profili aromatici diventano via via più agrumati e morbidi: Sicilia, Calabria, Sardegna e Campania privilegiano arance amare, bergamotto, cedro, mirto, elicriso e le piante spontanee della macchia mediterranea. Ma più che raccontarli, vale la pena assaggiarli. Ecco allora il nostro piccolo atlante “bitteriano”, dalla regione più a nord a quella più a sud, per servire spritz, ma identitario.

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Prodotto a Lana, in Alto Adige, Alpitz è caratterizzato dal colore giallo brillante e da un profilo fruttato, dolceamaro e leggermente aspro. La ricetta unisce agrumi ed erbe alpine; tra gli ingredienti dichiarati figurano scorze d’arancia, arancia amara, rabarbaro, assenzio e radice di genziana.

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Prodotto dalla distilleria La Valdôtaine di Saint-Marcel, attiva dal 1947. Il nome deriva dall’animale fantastico che, secondo una leggenda alpina, avrebbe le zampe più corte su un lato per camminare lungo i pendii. È un liquore aperitivo da 16% vol.; la casa ne ha sviluppato anche una versione completamente analcolica, Dahu 0.

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Lanciato nel 2026 insieme al restyling della gamma mixology, il Bitter di Torino Carlo Alberto affianca i Vermouth Rosso e Bianco del marchio. La struttura amaricante si basa su genziana, assenzio, quassio e artemisia; rabarbaro, pompelmo rosa e arancia amara aggiungono profondità e componente agrumata.

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Più che un bitter in senso stretto, il Corochinato è un vino bianco aromatizzato legato alla cultura dell’aperitivo genovese e conosciuto anche come “l’Asinello”, dal disegno della sua etichetta storica. La ricetta comprende un infuso di 18 erbe, spezie e cortecce: tra quelle dichiarate compaiono china, assenzio, genziana, timo, origano e cannella.

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Super Taurus prende il nome dal camion OM arrivato alla Distilleria Poli di Schiavon nel 1948, celebrato allora con un bitter creato per l’occasione. Nel 2020, a 72 anni di distanza, Jacopo Poli ha riportato il prodotto sul mercato aggiornandone la ricetta ai gusti contemporanei. È ottenuto attraverso l’infusione naturale di scorze di agrumi e botaniche, tra cui rabarbaro e radici di genziana, e ha una gradazione del 25%.

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L’Aperitivo Meletti è prodotto dalla casa marchigiana fondata nel 1870 e nota soprattutto per l’Anisetta. La ricetta è descritta come un’infusione di erbe amaricanti e agrumi in acqua e alcol. Il gusto è dominato dall’equilibrio tra arancia dolce e arancia amara, accompagnate da note floreali.

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Bitter Amaranto viene prodotto a Livorno dal liquorificio Il Re dei Re, fondato da Fabio Elettrico e portato avanti con il figlio Piercristian. Nel 2022 ha raggiunto la tredicesima medaglia d’oro internazionale: nello stesso periodo ha ottenuto la Grande Medaglia d’Oro al Frankfurt International Trophy, un oro all’International Wine & Spirit Competition e un altro oro ai World Liqueur Awards di Londra.

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Nasce dalla collaborazione esclusiva tra la Distilleria Michele Jannamico e l’Associazione Agrumi della Costa dei Trabocchi. Le botaniche locali vengono coltivate da un gruppo di produttori del territorio; erbe e frutti sono raccolti e lavorati in giornata attraverso infusioni e distillazioni, così da conservarne gli aromi.

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Meridies nasce da un’idea del bartender pugliese Tommaso Romano. Il punto di partenza è un campione sviluppato per una sangria destinata al mercato colombiano e realizzata per la cantina pugliese Teanum; da quella formulazione è nato successivamente l’aperitivo. Può essere bevuto liscio, come amaro, oppure utilizzato in miscelazione.

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Rucolino è il prodotto simbolo di Ischia Sapori ed è legato all’impiego della rucola selvatica che cresce sulle isole di Ischia, Procida e Ventotene. Fonti indipendenti descrivono la ricetta tradizionale dell’amaro attraverso rucola, agrumi, radici e spezie, con note che possono ricordare caffè e cioccolato amaro.

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Presentato al mercato della mixology durante la 56ª edizione di Vinitaly, EtnaSpritz è costruito intorno all’arancia rossa di Sicilia IGP, alla quale deve la componente agrumata e il colore rosso brillante. Ha una gradazione moderata e un profilo dichiaratamente amaro-agrumato. La ricetta suggerita dal produttore abbina due parti di EtnaSpritz, tre di bollicine dell’Etna e una di soda, con due fettine di arancia rossa siciliana.

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Prodotto da Silvio Carta a Zeddiani, Bitteroma Rosso contiene rosmarino, timo, santolina, salvia ed eucalipto, insieme a scorza d’arancia, tamarindo e chiodi di garofano. Nel suo palmarès figurano la medaglia d’oro al Meininger’s International Spirits Award 2024 e all’IWSC 2020, oltre agli argenti dello Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles e della London Spirits Competition nel 2020.

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Al naso compaiono agrumi, macchia mediterranea, cannella e leggere note di resina e pinoli; al palato emergono sapidità, una componente amaricante sottile e una lunga persistenza di arancia rossa e scorza. A differenza di Bitteroma Rosso, Aspide è formulato con una gradazione più bassa ed è proposto anche liscio con ghiaccio e scorza d’arancia.