Il gabinetto è utile, un’invenzione dell’umanità, un oggetto di design perfetto, ma è anche un diritto. Per ricordarcelo, il 19 novembre si celebra il World Toilet Day.

Il gabinetto è una cosa seria. A ricordarcelo è il “World Toilet Day”, la Giornata mondiale del gabinetto che si celebra ogni 19 novembre. Istituita dalle Nazioni Unite nel 2013 da un’iniziativa della World Toilet Organization, serve a ricordarci che i servizi igienici sono un diritto umano fondamentale e universale. Un tema su cui anche il design può fare la sua parte, contribuendo a immaginare bagni pronti ad affrontare un futuro in continua evoluzione (climatica compresa). Il design, del resto, ha sempre guidato la trasformazione di questo elemento attraverso la ricerca su materiali, forme, estetica e funzioni. Che sia un oggetto ricercato o essenziale, ipertecnologico o semplicemente efficiente, una cosa è certa: tutti ne abbiamo bisogno.


Il water è l’oggetto di design di cui tutti abbiamo bisogno. Una storia che passa anche per gio ponti e castiglioni
Manifesto ufficiale del World Toilet Day – Courtesy WOT (World Toilet Organization)

Il World Toilet Day

Lo diamo per scontato, lo usiamo come dispregiativo e dimentichiamo che, in molte parti del mondo, il gabinetto è ancora un privilegio: oggigiorno ci sono 3,4 miliardi di persone che vivono senza accesso a servizi igienici sicuri. E dunque il “World Toilet Day” mira ad affrontare questa crisi sanitaria globale e raggiungere così l’Obiettivo di sviluppo sostenibile 6 indicato dall’Agenda 2030, ossia acqua e servizi igienico-sanitari per tutti entro tale data. Coordinata da UN-Water, la campagna globale 2025 concentra sul tema “I servizi igienico-sanitari in un mondo che cambia” con lo slogan “Avremo sempre bisogno del bagno”. “Qualunque cosa ci riservi il futuro, una cosa rimarrà costante: il nostro bisogno di servizi igienico-sanitari sicuri – spiegano dall’associazione – Miliardi di persone vivono ancora senza un bagno sicuro, e i più poveri, in particolare le donne e le ragazze, sono i più colpiti”. La campagna sottolinea poi come con il cambiamento climatico e la crescita della popolazione, i servizi igienico-sanitari in tutto il mondo non riescono a far fronte alla situazione e occorre quindi ripensarli per consentire uno sviluppo sostenibile. Eventi online ed eventi reali, coinvolgono individui, scuole, governi, aziende e organizzazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica condividendo storie (attraverso l’hashtag #WorldToiletDay) e creando dibattiti.  

Il WC: una conquista recente

Il gabinetto è una “conquista” dell’era moderna, che è entrata nelle case in tempi relativamente recenti. Per secoli l’igiene (se così si può definire) domestica è stata legata a soluzioni “provvisorie” (latrine e vasi da notte), finalmente sostituite tra fine ‘800 e inizio ‘900 dai primi modelli di gabinetti – o all’inglese, water-closet – grazie allo sviluppo delle reti idriche e fognarie in città. Il primo progetto documentato di un gabinetto con sistema di scarico ad acqua risale però al 1596, per opera di Sir John Harington, alla corte della regina Elisabetta I d’Inghilterra. Un modello poi ripreso nel 1775 dal londinese Alexander Cummings, che brevettò per la prima volta un water con scarico d’acqua e un sifone a “S” – che tratteneva quindi gli odori. Nel 1885, sempre per opera di un inglese, Thomas Crapper, nasce la versione del wc moderno con sistemi di scarico perfezionati – lo sciacquone con vaschetta che si svuotava azionando un pedale.

Ma è solo nel dopoguerra che il water diventa oggetto quotidiano, diffuso, per tutti, e non più un bene di lusso per famiglie agiate. Una democratizzazione che va in parallelo a una nuova cultura dell’abitare in cui il bagno diventa un ambiente privato e indispensabile.

Il water è l’oggetto di design di cui tutti abbiamo bisogno. Una storia che passa anche per gio ponti e castiglioni
Modello Montebianco – Gio Ponti per Pozzi Ginori (1940).

Gio Ponti e la forma a trono

In meno di un secolo, la tecnologia e l’innovazione trasformano gli usi e i costumi della stanza da bagno e del wc al suo interno. Sinonimo di igiene e pulizia, la ceramica smaltata diventa fin da subito la materia prima d’elezione per la realizzazione dei sanitari, rigorosamente bianchi. Le forme sono essenziali, semplici e fondamentalmente pratiche per un oggetto legato alla produzione di massa di metà secolo. Il “classico” dell’epoca è il modello Montebianco disegnato da Gio Ponti per Pozzi Ginori nel 1940. Tra gli anni ’50 e ’60 si afferma la tradizionale forma “a trono” con cassetta alta a vista, che verrà affiancata nel decennio successivo da cassette basse o persino integrate in parallelo, a testimonianza di un’attenzione maggiore anche per l’estetica, più ergonomica e arrotondata.

Il water è l’oggetto di design di cui tutti abbiamo bisogno. Una storia che passa anche per gio ponti e castiglioni
Washlet, dell’azienda giapponese Toto.

Gli anni ’70 sono anche l’epoca del colore, con la diffusione di palette pastello per vasi e bidet. Le innovazioni tecniche degli anni ’90 guardano all’ottimizzazione, persino in termini di risparmio: si introducono i water sospesi, che facilitano la pulizia ma anche un’estetica più moderna; si introducono i primi sistemi di scarico a doppio pulsante e le cassette a incasso. Parallelamente, in Giappone, l’azienda Toto si afferma con il primo modello di Washlet, il vaso sanitario con funzione bidet integrata, una vera rivoluzione che in due decenni (dal 1980 al 1998) vende più di 10 milioni di modelli nel mondo e che è diventato un nuovo standard del lusso.

Il water è l’oggetto di design di cui tutti abbiamo bisogno. Una storia che passa anche per gio ponti e castiglioni
“AquaClean”, il wc smart dell’azienda Geberit.

Il water diventa tecnologico, antibatterico

Con il nuovo millennio si ridefinisce l’idea di comfort nell’ambiente bagno. Arrivano sistemi di scarico più silenziosi, copriwater con meccanismi di chiusura rallentata (soft-close) e il sistema rimless, che elimina il bordo interno e permette all’acqua di distribuirsi tramite getti mirati lungo l’intera superficie del vaso, migliorando igiene ed efficacia; si rinnovano anche i materiali, per essere più performanti, durevoli, ma anche antibatterici. C’è poi un’attenzione sempre più marcata alla sostenibilità, grazie a sistemi water-saving: scarichi a basso consumo, flusso d’acqua ottimizzato, volumi d’acqua personalizzabili. E un tocco di tecnologia (dalle luci LED alla funzione di deodorizzazione, dai sedili riscaldati all’autopulizia). Il water contemporaneo è quindi smart e sostenibile. Un esempio? AquaClean di Geberit, emblema del wc smart: con funzione di lavaggio integrato, miscela acqua calda e aria, ha un sistema di risciacquo integrato, si regola tramite telecomando e persino app per regolare la temperatura e l’intensità del getto d’acqua. 

WC Iconici

Come ogni oggetto di design, anche il WC ha le sue icone. Al già citato Montebianco di Pozzi Ginori si affiancano pezzi firmati dai grandi maestri: come Z, progettato da Gio Ponti per Ideal Standard nel 1954, o Aquatonda di Achille Castiglioni, disegnato nel 1971 per la stessa azienda, con cui il designer sperimenta la vitreous china, una porcellana vetrificata particolarmente resistente. Accanto ai classici, non mancano i visionari contemporanei. Philippe Starck ha firmato la serie Starck 1 per Duravit, una raffinata reinterpretazione dei catini storici; mentre Giulio Cappellini e Roberto Palomba hanno rivoluzionato la tipologia con Link per Ceramica Flaminia, trasformando wc e bidet in elementi autonomi, pensati per essere combinati liberamente ad altre collezioni.

Il water è l’oggetto di design di cui tutti abbiamo bisogno. Una storia che passa anche per gio ponti e castiglioni
“Aquatonda” – Achille Castiglioni per Ideal Standard (1971)

Gabriele e Oscar Buratti hanno ideato W+W per Roca, un monoblocco innovativo che filtra l’acqua del lavabo per riutilizzarla nello scarico, un esempio virtuoso di risparmio idrico e di ottimizzazione dello spazio. Andrea Parisio e Giuseppe Pezzano, con la serie Catino per Ceramica Cielo, riportano invece l’attenzione sul colore e sulle forme organiche. Non mancano, infine, sperimentazioni e incursioni artistiche: dal Minimlet di Nendo – un bagno portatile pensato per le emergenze sismiche, composto da quattro bottiglie d’acqua come base, un sedile curvo e una tenda per la privacy – alla celebre toilette in oro massiccio di Maurizio Cattelan, che trasforma l’oggetto più quotidiano in una provocazione e in un’opera d’arte.

Il water è l’oggetto di design di cui tutti abbiamo bisogno. Una storia che passa anche per gio ponti e castiglioni
W+W – Gabriele e Oscar Buratti per Roca

Una sfida per il futuro

Oggi il terreno di gioco per la ricerca e la progettualità è quello della sostenibilità. Un impegno che significa non solo ridurre consumi ed emissioni, ma anche rendere i servizi igienici più accessibili, in grado di sopportare i cambiamenti climatici e capaci di funzionare in condizioni estreme. È il messaggio al centro della campagna del “World Toilet Day”: un invito ai designer e alle aziende a riprogettare questo oggetto per accompagnare un mondo in trasformazione.