Da sport estremo di nicchia e per amatori, a fuga dalla città per workaholic sedentari di tendenza. Arrampicare è sempre più cool, ma come funziona la prima volta? Lo abbiamo provato per voi nella palestra della Federazione Italiana Arrampicata a Roma e costa meno di un cocktail.
500 mq di superficie arrampicabile, 140 fra blocchi e circuiti, 5 pareti reclinabili. Questo è ciò che ci si ritrova davanti quando si entra in Monkey Island e ci si può far intimorire abbastanza facilmente. Ma anche in palestre meno grandi ritrovarsi sotto a cinque, dieci, quindici metri e più di parete non è da meno: intimorisce, perché se la voglia di conquistare le vette è innata, la paura di cadere lo è altrettanto. Arrampicare può far paura, ma è un momento di connessione con il proprio corpo con cui sfidare i propri limiti e imparare a gestire i fallimenti, a rialzarsi e ricominciare, senza il timore di puntare alla vetta. È una metafora della vita e sarà per questo che sempre più persone si stanno avvicinando a questo sport che un tempo era appannaggio di pochi (uomini) avventurosi in preparazione alle vie in montagna.
Piace anche a chi non ha l’obiettivo di salire uno dei big-wall perché l’arrampicata è un vero sport completo: braccia e gambe lavorano in sinergia, gli addominali servono per mantenere l’equilibrio, ma ci vuole anche grande concentrazione e agilità. Non è solo fatica, ci si diverte anche moltissimo: è una disciplina collettiva, si è circondati da tante persone che fanno parte di una community e subito ci si sente accolti.

Cominciare indoor
L’arrampicata indoor nasce come preparazione all’uscita in falesia, ma poi si è sviluppata autonomamente, mantenendo delle similitudini: fino a 5 metri non si usa nessuna imbragatura né in interno né in esterno; ovviamente, nella prima ci saranno dei materassi a protezione; nella seconda i massi da scalare saranno bassi. Le attrezzature saranno differenti, oltre alle scarpette, outdoor serve anche il crash pad, un materasso portatile, a zaino, utilizzato per attutire le cadute nell’arrampicata su roccia e senza corde.

La sfida è con sé stessi
Monkey Island è la palestra della Federazione Italiana Arrampicata a Roma ed è anche un’area coworking con wi-fi gratuito dove poter lavorare prima o dopo l’allenamento, diventando in questo modo un luogo di condivisione, da vivere. Daniel è l’insegnante, il gruppo è misto, non sono tutti alle prime armi. Nella lezione c’è Valeria che si è avvicinata all’arrampicata insieme alla sua amica Gloria perché entrambe avevano paura dell’altezza «più sali e più la paura dell’altezza sale quindi piano piano siamo riuscite a superare questo limite che era per noi grande fonte di ansia». Una sfida con se stessi più che con gli altri, sembra un po’ la stessa cosa che succede per i timidi con il teatro.
La lezione dura 1 ora e mezza e si inizia con 20 minuti di riscaldamento, fondamentale per non farsi male. Tra un piegamento e una trazione si fa anche un po’ di teoria: piedi e mani sono i termini tecnici dei blocchi, ognuno ha un colore che indica il percorso da chiudere, mentre la difficoltà è indicata da un’etichetta di differente colore: dal bianco, passando per il giallo, rosa, verde, rosso fino a colori che non proveremo mai. Il percorso è chiuso quando si tocca il top con due mani, la cosiddetta “chiusa”.

La voglia di salire ancora
Quando si è in cima, è importante sapere come cadere: ci si lascia andare in una sorta di squat molto morbido e controllato sulle gambe, che si conclude con una rotazione all’indietro su sé stessi, a riccio. Ovviamente i pavimenti sotto le pareti sono protetti da materassi che ci permettono di arrampicare in totale sicurezza.

Che cos’è
Tre sono i tipi di arrampicata che si possono fare sia in palestra che in falesia: boulder, la scalata è senza corda, su pareti fino a 4-5 metri, privilegia forza ed esplosività (quella che ho fatto io); lead, si basa invece sulla resistenza, le pareti sono più alte e si utilizzano corde e rinvii; infine speed, dove la salita è a cronometro, su un tracciato prestabilito di 15 metri. Ogni scalata è diversa, è possibile disegnare sempre nuove tracciature stimolanti per tutti i livelli. Chiaramente per fare freestyle bisogna essere molto esperti.
Come si pratica
Ci sono differenti stili: l’arrampicata può essere dinamica, con lanci da un blocco all’altro, o statica, puntando tutto sul cambio di piede e sull’accoppiamento delle mani. La spinta maggiore viene dalle gambe e dalla schiena senza dimenticare collo, spalle e addome. Fondamentale è muovere il bacino in armonia con le gambe e rimanere il più possibile paralleli alla parete senza stare troppo vicini, lasciando spazio alle braccia di potersi stendere.
Dove si pratica
Si può praticare indoor in palestra o outdoor su roccia. Le due discipline hanno delle vite totalmente separate, c’è chi inizia in palestra e non andrà mai all’esterno e viceversa. L’indoor ha preso una strada a sé dopo il successo delle Olimpiadi e molti non sentiranno mai il bisogno di arrampicare in natura (anche se immagino che sia tutta un’altra storia).
Chi lo può fare?
Arrampicata è accessibile a tutti, dai 4 agli 80 anni, i corsi sono adatti per tutte le età e livelli. Avere una preparazione atletica aiuta, ma non è necessaria. La caduta è la discriminante: se ci sono patologie alle ginocchia o alla spina dorsale bisogna prestare molta attenzione. Sarebbe meglio non avere paura dell’altezza, ma come abbiamo visto è un limite che si può superare.
Costo
Il mensile, due volte a settimana, ammonta a 90€, 300 per il quadrimestre e 800 per l’annuale. Molte persone vivono l’arrampicata come attività del week end, in gruppo con gli amici, infatti Monkey Island è aperto 7 giorni su 7, anche fino alle 23 perché come mi hanno detto un ragazzo “è meglio arrampicare che andare al mare o a ballare”. Il singolo ingresso costa 12 euro, meno di un cocktail.
foster likes: Monkey Island organizza lezioni per persone fragili inserendoli nei corsi con il pubblico canonico. Collabora con Ceralacca, un’associazione che aiuta l’integrazione in società di profili con disabilità di vario genere attraverso attività di relazione, come l’arrampicata.