Il progetto del boutique resort Braccialieri in Val di Noto ha acceso i riflettori su una nuova estetica. Perché il profondo Sud non è solo vita lenta, folklore e minimalismo, ma una visione dirompente del nostro futuro.
Dall’arrivo del comunicato stampa sono bastate poche ore perché le foto del boutique resort Braccialieri in Val di Noto si diffondessero prima su Instagram, poi sul web e infine sulle riviste cartacee. Evidentemente tutti all’arrivo di quelle immagini ci hanno visto qualcosa di interessante, di potenzialmente virale, di allettante. Ne sono stati rapiti e hanno diffuso il verbo: istantanee di pura bellezza. Nelle foto – non abbiamo avuto la fortuna di andarci fisicamente, come tutti o quasi – si vedono una piscina a scacchi bianchi e rossi immersa nella campagna siciliana, ombrelloni bicolori e interni carichi di stimoli visivi. Uno stile massimalista, irriverente, gridato, molto accattivante ma anche molto diverso dall’immagine stereotipata e delavé del Sud Italia in cui la vita scorre lenta e tutto sembra – non si sa bene come – fermo nel tempo. Signore che arricciano orecchiette, cicale, spiagge e vecchi che giocano a carte, come fossimo fermi agli anni della Dolce Vita, hanno dominato l’estetica social. Poi arriva Braccialieri e tutto si colora: l’estate 2025 si riscopre massimalista, in salsa mediterranea.
Alessandro Enriquez: figlio del Mediterraneo
Il progetto è firmato non da un architetto, da un designer o da un artista, ma da uno stilista (poliedrico), Alessandro Enriquez. Siciliano di origine, nato a Palermo, milanese di adozione, è figlio del Mediterraneo. «Mia madre è siciliana, mio padre è mezzo francese e mezzo tunisino, nelle mie vene scorre anche sangue spagnolo. La mia vita è un melting pot mediterraneo. Nella mia famiglia si parlava un po’ in francese un po’ in dialetto, mentre una nonna sgranava il cous cous, l’altra il rosario – mi racconta al telefono – Se penso al bianco e all’azzurro non penso alle Eolie o a Capri, penso a Sidi Bou Said in Tunisia, per me le righe sono quelle della Costa Azzurra. Probabilmente ho vissuto assorbendo colori e accenti da varie culture e Paesi». I colori sono la sua firma stilistica, nelle sue collezioni di moda e accessori ma più in generale come stile di vivere che mette in scena travalicando i confini fra le arti applicate. Moda, cucina, oggetti di design e arredo, take-over di locali e oggi il primo progetto di interni a 360°.

Scompaginare l’estetica del profondo Sud
La Sicilia è stata storicamente un crocevia di popoli, dominazioni, culture. Identificare una “sicilia tradizionale” e immutabile sarebbe quindi anacronistico per definizione, eppure si finisce per rappresentarla con teste di Moro, maioliche e pareti scrostate sotto al sole. «Mancava un luogo che scompaginasse quello che ritroviamo un po’ in tutto il Sud Italia. Masserie in Puglia o bagli in Sicilia tutti con intonaci chiari, palette che virano fra bianco, rosato, pesca, albume, superfici grezze, spazi immacolati, desaturati con un’estetica predefinita». Ed effettivamente i nuovi progetti sorti negli anni hanno tutti voluto giocare sui ricordi dell’antico, sulla nostalgia del passato, su un’idea idealizzata di un Mediterraneo fermo nel tempo e di una Dolce Vita meridionale. Braccialieri è un luogo che guarda al futuro, o almeno alla contemporaneità, senza voler replicare, o peggio scimmiottare l’originale (e la storia si ripete solo in forma di farsa, per citare Karl Marx).
Costruire un’opportunità
«Di indole sono strafottente dell’opinione altrui però c’è chi dice è forte, chi lo ha definito psichedelico. In realtà il bianco e il rosso non sono che la reinterpretazione del pavimento di cucina di casa di mia nonna su cui correvo da bambino. Da una memoria ho voluto costruire un’opportunità – così la definisce Alessandro, non una Instagram opportunity – un’opportunità per vivere quello spazio in modo nuovo. Piscine, terrazze da cui ammirare il tramonto, tavolate da condividere, una piazza da 700mq. Lo spazio di Braccialieri era un vecchio frantoio che i proprietari stessi non avevano idea potesse diventare un luogo come questo. Doveva essere un bed&breakfast di poche camere e un ristorantino». E invece ha fatto il giro del mondo segno che il Mediterraneo non è quello di una volta, forse non lo è mai stato, e che mentre noi idolatriamo il passato, c’è già chi guarda al futuro. Non c’è banalità ma sorpresa in questa Sicilia, è un salto avanti verso il Mediterraneo che vorremmo essere e non verso quello che siamo stati.
Oltre il folklore
Sul fondo della piscina di Braccialieri c’è una scritta: Non dimenticarti di amare. «Perché l’amore è solo un modo di dire ma all’interno di quella frase per me c’è un significato enorme, un disagio che in molti vivono. Non amano e non si sentono amati. Volevo spronare la gente alla condivisione, a dare e ricevere». Alessandro Enriquez ha costruito un “luogo pronto a diventare iconico” per citare lo stesso comunicato stampa e il riscontro gli sta dando ragione. Ma oltre alla foto di rito, al post sui social, alla trovata mediatica forse questo progetto racconta qualcosa di più. Un’idea di estate e di Sud che è riuscita a parlare a molti, uscendo dallo stereotipo, che non è folkloristico o stereotipato, ma un mediterraneo senza confini, senza etichette. Autentico senza voler sembrare “originale”. Una visione moderna di Italia che sta attraendo persone nuove, stufe di quello che è già stato e già conoscono e vanno alla scoperta dell’ignoto.